21 Marzo

Ooook ci siamo, si parte per un viaggio a dir poco improvvisato, pianificato e stravolto.

Volo Roma – Dublino – Seattle – Anchorage 16 ore volo totale con scali di un paio d’ore almeno, insomma 24ore di viaggio, si arriva la sera del giorno stesso grazie al fuso orario favorevole -9 ore rispetto all’Italia. È tardi fa fresco, c’è la neve, sono 30 ore che sono sveglio e sono stralunato.

Buonanotte.

22 Marzo

Nonostante la stanchezza sveglia presto, sarà colpa del jet lago, colazione e giornata dedicata a visitare la città più grande dell’Alaska. Bella giornata, c’è il sole non fa freddo e si cammina benissimo. Si inizia dall’Anchorage Museum, una struttura moderna a 4 piani con all’interno tante opere caratteristiche, curiose e tipiche, vale sicuramente la pena. Alla fine volano via 2 ore.

Nel pomeriggio giro per la città, qualche scorcio della città ancora innevata, riposo in hotel, doccia e cena a base di granchio. Domani si comincia….per ora buona notte!

 

23 Marzo

Oggi proviamo a inoltrarci nell’ Alaska selvaggia. Dopo la colazione, ritirata l’auto a noleggio si parte per il Portage Glacier.

Il ghiacciaio dista una ottantina di km dalla città, ma lungo il percorso il maltempo va sempre più peggiorando, così bisogna cambiare itinerario.

La decisione cade sul trekking al Flattop Mountain, un monte non altissimo che domina la città. C’è il sole, non è freddo almeno alla partenza. Si parte tra fango e neve , finisce tra vento, freddo e neve. La vista comunque è stupenda.

Verso sud anche nel pomeriggio i nuvoloni non sembrano promettere nulla di buono allora si prosegue verso nord, al lago ghiacciato di Eklutna. Qui la parte selvaggia dell’Alaska è mostrata al meglio, un grande lago completamente congelato, il ghiacciaio forma geometrie incredibili e il fondale scuro incute paura,  dopo i primi timidi passi prendo confidenza e mi inoltro su questa crosta scivolosa ma rugosa e non uniforme.

Nel silenzio assoluto il crepitio del ghiaccio è musica.

Si rientra, cena con granchio e birra……

buon notte!!!!

24 Marzo

Trasferimento a nord oggi. Si va verso il Denali National Park.  I km da percorrere non sono pochi, ma la strada è meravigliosa, ovviamente non c’é quasi nessuno che la percorre ed il panorama tutt’intorno ti culla.

Il viaggio di 400km vola in neanche 6 ore. Arrivo al parco e si comincia subito con qualche percorso facile ma suggestivo, il tempo è imprevedibile si parte con un timido sole e si termina alle 18 con qualche fiocco di neve.

Cena in un pub del posto moooolto tipico.

Domani si continua.

25 Marzo

Colazioncina leggera leggera e si parte.

Si continua nel parco del Denali, alla scoperta di nuovi trekking, giornata assolutamente gradevole anche troppo. Il parco è vastissimo ma gran parte d’inverno è chiusa.

Domani avrei voluto tanto arrivare al famoso Magic bus del film, l’avevo anche abbastanza pianificato, ma non in solitaria…ho anche trovato in paese un “pazzo” disponibile ad accompagnarmi come guida, lui è del posto  guida e cacciatore, ci siamo incontrati e abbiamo anche parlato ma complice un marzo anomalo con temperature troppo alte il ponte di ghiaccio non ha retto e il fiume è già a detta sua ” very very very bad!!!!” Sarebbe un rischio troppo grosso anche perché poi nei prossimi giorni mette ancora bel tempo e al ritorno sarebbe ancora peggiore dell’andata…. Pazienza sarà un motivo in più per tornare… chissà.

26 Marzo

Oggi trasferimento a Fairbanks, la città più grande a nord dell’Alaska. Relax nelle hot springs di Chena nel pomeriggio.

La speranza per la sera è di vedere l’aurora, ma ancora una volta il maltempo disillude qualsiasi speranza… l’Alaska sul più bello sembra sempre trasformarsi in strega cattiva!!

27 Marzo

Giornata di spostamento, da Fairbanks si arriva alla penisola del Kenai, in pratica sono oltre 700km di viaggio tra montagne innevate e incontri fortunosi… Intervallati da laghi ghiacciati e fiordi. Nel mezzo breve escursione al lago di Portage che comunque visiterò meglio tra un paio di giorni.

Oggi si dorme a Seward nella penisola del Kenai, piccolo paesino posizionato su un fiordo della Resurrection Bay. Posto incantevole con un porticciolo molto caratteristico.

Domani giornata di trekking….. buonanotte!

28 Marzo

Escursione al Byron Glacier alla ricerca delle caverne di ghiaccio. Il trekking dovrebbe essere facile e abbastanza corto, ma dato che per via delle temperature insolite per il periodo le caverne sono collassate sotto le slavine decido di non demordere e continuo sopra al ghiacciaio.

La situazione in realtà è abbastanza pericolosa perché anche se non c’è più pericolo di slavine (la neve è già tutta a valle) dalle pareti dei monti si staccano rocce che cominciando a rotolare smuovono molti detriti per cui nella valle rimbomba questo suono cupo che un po’ mette apprensione. Comunque anche salendo sul ghiacciaio e rimanendo con lo sguardo piantato al suolo per vedere dove camminare delle caverne non riesco a trovare un’apertura vera e propria, anzi spesso mi ritrovo a camminare su neve azzurra che sembra di camminare sulle nuvole….meglio ritornare.

Si valica il tunnel a pagamento strettissimo che porta a Whittier e si parte per un’escursione che porta al lago di Portage e al ghiacciaio omonimo.

Trekking tutto in salita in mezzo alla neve, arrivati in cima la vista del lago e del ghiacciaio ti ripaga dello sforzo. Nella stagione invernale il lago è ghiacciato e sarebbe possibile raggiungere il ghiacciaio, nei primi giorni che sono arrivato era già in gran parte scongelato ora è completamente liquido quindi niente da fare.

Qui la vista sulla strada di ritorno verso Whittier.

Si ritorna a Whittier e pausa cena finalmente. Trovato un ristorante-pub da classico film americano si cena a base di halibut del luogo e contorni vari, poi parlando con la cameriera Beverly una vera folle, che starebbe bene in qualsiasi serie comica americana, scopro tra una risata e l’altra che il tunnel è chiuso!!!! Non si può tornare a dormire a Seward, anzi non si può tornare fino alle 7 del giorno dopo!!!! Quindi nonostante Beverly chiami tutti i suoi conoscenti al telefono, o si esce in ambulanza per emergenza, o si spendono 2000$ per caricare la macchina su un vagone del treno…o si dorme nello stesso pub-ristorante-hotel!!!!

La scelta ricade sulla 3a opzione!!

Piccola nota per capire questo paese: Durante l’inverno, più della metà della popolazione di 200 persone di Whittier vive in un “condominio di 14 piani”: la BegichTowers Incorporated, una reliquia della Guerra Fredda in Alaska. L’edificio ospita anche una lavanderia a gettoni, un minimarket, un ambulatorio, un mercato e una chiesa…la vista peró dalla camera sulla baia è stupenda e domani si parte per un altro ghiacciaio pazzesco… buonanotte!!!

29 Marzo

Si comincia subito con la classica colazione americana uova e pancakes.

Avendo dormito lontano dall’hotel prenotato la cosa positiva è che c’è meno da percorrere per la prossima destinazione: il Matanuska Glacier.

Il ghiacciaio Matanuska, lungo 43 km e largo 6,4 km è il più grande ghiacciaio accessibile in auto negli Stati Uniti d’America. Si trova vicino all’autostrada Glenn (Glenn Highway), parte dell’autostrada statale Alaska Route 1 a circa 160 km a nord di Anchorage. Il ghiacciaio scorre di circa 30 cm al giorno. A causa dell’inferiore ablazione del ghiacciaio la posizione del fronte negli ultimi tre decenni è rimasta più o meno uguale. Inoltrarsi in un ghiacciaio è veramente una dose di adrenalina, inanzi tutto è enorme, il suono del ghiaccio che si rompe e dell’acqua che goccia e rimbomba all’interno delle cavità è bellissimo e pauroso.

Esperienza bellissima.

Si ritorna, domani ultima giornata piena e speriamo piena di sorprese, ancora altra strada da fare….

30 Marzo

Anche oggi l’Alaska non ci regala nulla… l’idea del giro in kayak naufraga con il vento che si infila nella Resurrection Bay… Seward comunque è un bellissimo paese ed il suo porto è attivissimo anche in inverno, arrivano le barche cariche di pesce e i lavoratori scaricano barili e barili senza sosta.

Così verso pranzo non resta che un’uscita in barca alla ricerca di animali selvatici sia marini che non.

L’escursione si rivela una piacevole sorpresa, tra leoni di mare, foche, lontre marine, aquile reali, balene in pratica abbiamo avvisato tutti gli animali possibili ad esclusione delle orche che continuano a mancare nella mia lista.

È sul finire della crociera che assistiamo ad uno spettacolo fuori dal comune, la battaglia tra 3 aquile reali, due in particolare coalizzate contro una terza che viene speronata a folle velocità e scaraventa nell’acqua, una volta poi nell’acqua le altre due continuano a scagliarsi addosso con gli artigli…una scena veramente dura, violenta, incomprensibile ai miei occhi ma che comunque sembra risolversi per il meglio, con l’aquila malmenata che dopo alcuni minuti in acqua riesce a risollevarsi e volare via.

Finalmente questa terra sembra sciogliersi un po’ da voler regalare qualcosa di inaspettato.

Domani si rientra, sotto un cielo sereno pieno di stelle dopo l’ultima cena di questa vacanza decido di regalarmi le ultime 100 e passa miglia verso nord con una speranza… ed è cosí che allora l’Alaska mi saluta come solo a queste latitudini sanno fare:

Mi mancherà questa vacanza, probabilmente Marzo non è il periodo migliore, è da Maggio che riaprono quasi tutti i parchi, le strade e soprattutto tutte le attività turistiche, sicuramente tornerò per assaporare un sapore diverso ma forse meno vero di quello invernale, quello che abbiamo tutti in mente quando pensiamo a queste terre fredde e desolate.

In questa dozzina di giorni ho capito comunque un po’di cose:

1) l’Alaska a marzo è fredda ma non cosi fredda da rimanere chiusi senza uscire e fare attività

2) che puoi anche programmare tutte le attività che vuoi….ma poi è l’Alaska che decide se le farai

3) puoi anche percorre oltre 700km al giorno senza problemi, le strade sono belle, pulite e tutte gratuite

4) non perdere tempo a cercare hotel fichissimi tanto se a colazione hanno i pancakes a buffet fatti al momento non importa dove dormi

5) quando vai a Whittier e ti danno un depliant insieme alla ricevuta di pagamento del tunnel leggilo perché magari ti dice quando chiude

6) gli americani sono fichissimi, non leggere il depliant del tunnel di Whittier e puoi ritrovarti a bere birra, giocare a freccette e a bigliardo in un pub con gente che viene da altri 3 continenti in una serata che non dimenticherai mai

7) il ghiaccio è vivo, si muove ed è pericoloso, quando senti la montagna che brontola non fare lo stronzo che sei molto più piccolo

8) per strada dicono sia pieno di alci….

9) puoi bere il caffè americano anche a litri, tanto ti sveglierai alle 3,30 tutte le notti e darai la colpa al jet lag

10)

Alla prossima….

 

 

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