15 Agosto – Roma

Sono appena sceso dal volo partito da Tashkent, ore 10,45. Navetta auto e via direzione casa, avrò dormito 2 ore al massimo, quindi o si va a casa e si dorme oppure senza pensarci troppo, si cambia auto si prende la donna della mia vita e si parte subito senza perdere tempo….

Non è neanche mezzogiorno quando siamo diretti a Magliano Sabina casello dell’autostrada A1. A bordo ho messo la stessa borsa del precedente viaggio, la borsa di Julia, due bici, acqua, piatti pentole e posate, la tenda sta già su, ormai è parte integrante della macchina.

La prima meta come da nuova traduzione estiva, che speriamo si ripeta nel tempo, è il piccolo centro di Naguarido in Valtellina. Sono oltre 600km, che con il caldo e la velocità folle del Defenderone raggiungeremo con calma domani, ci si ferma per strada per fare scorta di provviste e verso sera ci fermiamo dopo Modena in un camping vicino ad un Decathlon che ci sarà utile per un po’ di cosette! Siamo partiti…la metà verrà da sé.

Per cena ci facciamo portare una pizza e poi a ninna ho un sonno spaventoso!

16 agosto – Naguarido

Ci svegliamo con calma, doccia, colazione e poi si riparte, prossima fermata….la farmacia!! Julia è stata punta da un insetto e come suo solito ha un avambraccio gonfio senza essersene accorta.

Fortunatamente qui vicino c’è tutto, troviamo la farmacia, il Decathlon e un bel supermercato per fare scorta di alcune cose mancanti, non troviamo solamente le bombolette del gas per il fornello. Nel primo pomeriggio arriviamo a Naguarido dove ci incontriamo con Michele, Claudia e la sua famiglia di ritorno dalle cascate dell’Acquafragia. Facciamo un piccolo giretto al bar del paese con gelato. Stasera siamo accampati in un prato vicino all’ingresso del piccolo centro, ma prima dobbiamo pensare alla cena.

Hanno prenotato in un posto fantastico ,La Pedruscia, dove fanno i pizzoccheri più buoni che abbia mai mangiato! E non solo quelli…tutte specialità del luogo fatte a mano dall’antipasto al dolce… domani dobbiamo andare a fare una bella passeggiata altrimenti rischiamo di non arrivare a settembre.

Si va a dormire con la digestione in stato iniziale!

17 agosto – Naguarido

Abbiamo deciso di andare a fare una passeggiata al sentiero del Tracciolino. Il Tracciolino è una delle più spettacolari opere di ingegneria umana della Valchiavenna. Stiamo parlando di un tracciato lungo 10 chilometri che corre ad un altezza costante di 920 metri fra la Val dei Ratti e la Val Codera, costruito negli anni Trenta del secolo scorso come collegamento fra due piccole dighe, una per l’appunto in Val Codera (poco più che un muro di cemento) e una in Val dei Ratti (un poco più grande). Di questi 10 lunghi chilometri,  il tratto a cavallo fra Val Codera e Val dei Ratti presenta gallerie e spettacolari passaggi scavati nella roccia, la parte iniziale, quella da Verceia, dove si acquista il pass per parcheggiare prima di salire, invece presenta una piccola ferrovia che si interrompe dopo alcuni chilometri dentro ad una galleria.

Da qui si prosegue ancora, noi alla vista del piccolo borgo isolato di San Giorgio abbiamo deciso di scendere, il problema è che la discesa è lunga, poi bisogna risalire fino al paese, poi bisogna ancora salire per ritrovare il percorso e tornare indietro.

Alla fine dopo comunque 14km siamo tornati alla macchina…i pizzoccheri sono stati digeriti.

Al ritorno spesa per la cena e poi tutti a mangiare la mia pasta al tonno come da decisione di Julia!

http://www.360cities.net/image/tunnel-of-tracciolino-trail

18 agosto – Flims

È domenica e bisogna ripartire, per alcuni le vacanze finiscono, per noi proseguono in Svizzera. Claudia torna a Firenze, i suoi a Sutri e Michele ha la missione di smaltire tutto ciò che è rimasto in frigo visto che resterà ancora altri giorni in casa da solo e il tempo non promette nulla di buono. Breve ma intensa ci siamo proprio divertiti in questa parentesi Valtellinese.

Con Julia si prosegue, prossima meta il Lago di Cresta in Svizzera!

Il lago di Cresta o Crestasee in tedesco, è un bellissimo e carinissimo laghetto alpino, la domenica è pieno di gente però merita una visita, poi è di passaggio per il ghiacciaio dell’Aletsch, nostra prossima meta.

Arriviamo al paesino di Flims, parcheggiamo il Defenderone e si prosegue in bicicletta fino al lago.

Non pensavo che sarebbe stato possibile fare il bagno, invece è pieno di barchette e nuotatori… noi siamo sprovvisti di asciugamani e costumi, ma dopo qualche minuto che giriamo in bici e fotografiamo gente in acqua ci spogliamo e ci buttiamo in mutande in un’ansa abbastanza isolata! Bellissimo.

http://www.360cities.net/image/summer-in-cresta-lake

Ci diamo una veloce asciugata con quello che abbiamo dietro, ci rivestiamo e si riparte. Piccola sosta per un gelato (4€) e poi si torna alla macchina direzione camping. Come prima uscita in bicicletta niente male, tanta salita che abbiamo fatto scendendo e inizio dei primi doloretti al sedere….domani andrà meglio.

Il campeggio sta vicino ad un altro laghetto: il lago di Cauma; montata la tenda parto per un’altra escursione. Anche questo laghetto è molto carino ed è provvisto di ristorazione, giochi e passeggiata completa intorno.

La sera per curiosità guardo il tempo e…. le previsioni meteo prevedono temporali per tutta la settimana!!!! Bisogna scappare, verso nord c’è il sole, allora si cambia itinerario, niente ghiacciaio dell’Aletsch si va a Colmar in Francia dato che Zurigo e altre città Svizzere le abbiamo viste in altre occasioni.

Durante la notte brutto temporale, fortunatamente la tenda tiene benissimo e alla prima veloce tregua si smonta tutto e si parte.

La strada da fare comunque è molto bella proprio da Defenderone.

Circa 300km ci separano dalla meta, ho già trovato un camping nelle vicinanze, verso pranzo si arriva.

19 agosto – Colmar

Il campeggio è appena fuori la città, dista circa 2km, appena montata la tenda si preparano le bici e si parte. Per arrivare al centro c’è tutta una bellissima pista ciclabile con tanto di semafori ad hoc.

Situata nella Francia orientale, nella regione dell’Alsazia dove rappresenta il capoluogo dell’Alto Reno, Colmar deve il suo nome al termine latino columbarium, molto probabilmente perché, all’epoca di Carlo Magno, vi si allevavano le colombe del re. Le sue origini risalgono al Sacro Romano Impero e, nel corso dei secoli, fu contesa più volte dalla Francia e dalla vicinissima Germania, fino alla fine della prima guerra mondiale, quando diventò definitivamente parte dell’Alsazia francese. Oggi Colmar è una delle città più incantevoli d’Europa, soprattutto grazie al suo aspetto urbano tipicamente medievale rimasto intatto, caratterizzato da un susseguirsi di casette colorate a graticcio in pietra o in legno, stradine acciottolate, chiesette gotiche e piccoli ponti che oltrepassano i corsi d’acqua che attraversano il centro storico.
Questa piccola città-gioiello dell’Alsazia, situata ai piedi del massiccio montuoso dei Vosgi, è conosciuta anche con il nome di Petite Venice, ossia Piccola Venezia, perché ciò che la rende davvero magica e romantica sono proprio la presenza del fiume Lauch e di una serie di canali in grado di creare degli scorci molto suggestivi.

Con la bici giriamo con tranquillità in mezzo ai numerosi turisti, ci prendiamo una bella birretta in un pub nel centro, per Julia acqua frizzante e patatine, poi si prosegue verso la bella cattedrale. La Cattedrale di San Martino, è uno dei più importanti esempi dell’Architettura gotica della regione. L’interno dell’edificio è a pianta a croce latina con transetto e coro a deambulatorio. Il piedricroce è diviso in tre navate da pilastri polilobati con semicolonne addossate che arrivano fino alle volte a crociera. Si presenta assai spoglio dopo delle devastazioni della Rivoluzione. Conserva tuttavia qualche trittico del XVI-XVII secolo, gli stalli del coro, un Crocifisso ligneo del XIV secolo, nella cappella absidale, e il Grand’Organo del 1755 opera del mastro organaro strasburghese Johann Andreas Silbermann.

 

si torna verso sera in camping, doccia e visto che finalmente abbiamo trovato le bombolette del gas per il mega-fornello stasera ci facciamo da buoni italiani spaghetti al sugo! Dopo cena ci vediamo un cartone con il DVD portatile e poi a ninna, domani mattina ho deciso che sarei andato a fare un giro in centro sperando di fare alcune foto con poche persone, se Julia vuole dormire la lascio, tanto è tutto tranquillo i nostri vicini hanno tre bimbi sono tedeschi e molto gentili.

20 agosto Colmar – Luxembourg City

Sveglia alle 6:50, mi preparo per andare da solo quando invece Julia è pronta prima di me, le è piaciuto così tanto andare in bici sulle piste ciclabili che non vede l’ora di ripartire. In effetti a quest’ora non c’è quasi nessuno, è martedì e si respira un pò di quell’aria tranquilla che non c’era ieri pomeriggio, non ci sono turisti e mentre sfrecciamo in bici viviamo un pò di quotidianità del luogo.

http://www.360cities.net/image/st-martin-s-church

Verso le 9 siamo già di partenza, si passa il confine francese per andare in Lussemburgo. Non sono mai stato in questa nazione e forse questo è proprio il motivo per cui abbiamo deciso di andare, oltre ad un meteo che promette benissimo.

Trovato un bellissimo camping proprio in prossimità della capitale, molto bello ed attrezzato, come sempre appena montato tutto quanto siamo pronti per partire. All’ingresso del camping ho trovato alcuni opuscoli con le cose da vedere, inoltre ho con me l’inseparabile lonely planet.

Luxembourg City si rivela veramente una bellissima città, piste ciclabili ovunque, pulita e molto carina, ricca di tantissime cose da vedere, noi andiamo diretti alle Bock Casemates. Nel 963 il conte Siegfried costruì un castello fortificato sul promontorio di Bock, che presto sarebbe diventato la culla della città. Nel corso dei secoli, sul lato occidentale, furono aggiunti possenti mura ad anello, che, tuttavia, non sventarono i Borgognoni nel loro tentativo di conquistare la città nel 1443. I migliori costruttori-ingegneri dei nuovi padroni (i Borgognoni, gli spagnoli, i francesi, gli austriaci e la Confederazione tedesca) alla fine trasformarono la città in una delle postazioni più potenti del mondo, la “Gibilterra del Nord”. Le sue difese erano rafforzate da tre anelli fortificati con 24 forti, 16 altre potenti opere difensive e una rete unica di casematte (costruzioni militari, alloggiamento di un cannone) lunga 23 km: questi non potevano solo proteggere migliaia di soldati e i loro cavalli, ma ospitavano anche officine, cucine, panifici, macelli- case ecc. Nel 1867, dopo la dichiarazione di neutralità, i militari si ritirarono dalla fortezza e durante i successivi 16 anni il 90% delle difese furono demolite. Nel 1875, la sovrastruttura del Bock, una straordinaria costruzione, fu rasa al suolo. Tuttavia, si rivelò impossibile far esplodere le casamatte, senza demolire anche parte della città, quindi furono sigillati gli ingressi e le gallerie chiave di collegamento. Nonostante ciò, rimangono 17 chilometri di gallerie, spesso su diversi livelli e enormi scale penetrano fino a 40 metri all’interno della parete rocciosa.

http://www.360cities.net/image/luxembourg-city-bock-casemates

Usciti si prosegue, la città è piena di percorsi ciclabili, pedonali, vie e viuzze in sali e scendi, sottopassi, decidiamo allora di girare senza una meta precisa e così incontriamo l’abbazia di Neumünster e la Cattedrale di Notre-Dame.

Continuiamo verso ponte Adolphe che con nostra sorpresa ha tutto un sottopasso ciclabile e pedonale , quindi sosta e foto 🙂

http://www.360cities.net/image/adolphe-bridge-underpass

Rientriamo al campeggio per cena e dopo cena con il buio andiamo a fare alcune foto alle auto in corsa, per me una scusa per uscire con la macchina fotografica e per Julia un motivo per provare tutte le luci della sua bici.

Domani si riparte, sono le 23 ed è ora di rientrare. Goooooooooood night!

21 agosto – Vianden

Oggi giornata relax….. o quasi!!!

Solo pochi chilometri dividono Luxembourg City a Vianden e lungo il tragitto c’è un carino parco acquatico, si trova a Hosingen una decina di chilometri prima della nostra meta,il parco AquaNat’Our, decidiamo allora di fare una deviazione per passare la mattina tra piscine, scivoli, trampolini, sauna e bagno turco. (il Lussemburgo è veramente economico, la benzina ed il gasolio costano pochissimo, appena 1€, 4 ore ingresso adulto e bambino in questo centro 22€ con accesso a tutto quanto).

Nel pomeriggio si prosegue per Vianden, la strada è molto bella, fuori dall’autostrada, che comunque è gratuita, l’unico tratto pagato oltre alla Vignette svizzera valida un anno è quello che da Strasburgo porta a Parigi (fino al Lussemburgo ho pagato 9€), le stradine sembrano quelle scozzesi; strette e con tanti sali scendi. Vianden infatti è la tipica cittadina nordica, dominata dal suo famoso castello arroccato sulla cima di un cucuzzolo, più in basso scorre  il fiume lungo il quale si sviluppa il centro.

Propiro lungo il fiume troviamo il nostro campeggio, facciamo il bucato e sistemiamo un pò le nostre cose, quindi rimettiamo le ruote alla bici e si parte!…prima tappa ovviamente il castello.

Ecco nella nostra vacanza con i castelli non abbiamo un bel rapporto…

Il castello sta in alto, in bici non è proprio semplicissimo arrivare (non per me eh!! per Julia dico :)))) ) quindi decidiamo di prendere una funivia molto carina che ti lascia nella sommità di un altro cucuzzolo e con una passeggiata di una ventina di minuti tutta in discesa si arriva al castello, ovviamente poi va rifatta per tornare…tutta in salita.

Biglietto andata e ritorno, i ragazzi della funivia gentilissimi ci fanno lasciare la bici dentro il box, pronti e si parte.

La corsa dura circa 15 minuti, il panorama è molto bello, così per non rovinare la magia del momento lasciamo le foto per il ritorno.

Una volta in cima si scende verso il castello, biglietto e siamo dentro pronti per la visita….ma solo dopo una birra locale e un gelato.

il castello visto dalla funivia.

Il castello di Vianden è veramente grande e completamente ricostruito dopo le devastazioni che ha subito, dentro purtroppo è un pò spoglio perchè i precedenti antichi proprietari hanno venduto tutto, così anche un pò del fascino è andato perso.

Per quando abbiamo finito il nostro giro mancano 5 minuti alle 18, il castello sta per chiudere e così anche la funivia!! tutto alle 18! ma se il castello chiude alle 18 perché la funivia non aspetta almeno le 18,15????? insomma noi proviamo, velocemente rifacciamo il percorso in salita ma arriviamo tardi….addio foto al ritorno, addio discesa rilassante…ma sopratutto addio pure alle biciclette???

L’unica soluzione comunque è di ritornare in paese facendo tutta la strada a piedi, seguire il fiume fino alla funivia e sperare di riprendere le bici. Arrivati al gabbiotto non c’è più nessuno, è tutto chiuso, ma fortunatamente sotto alla sbarra le bici ci passano e anche noi, così riusciamo a riprenderle e continuare il tour.

La sera si cena in un ristorante vicino al camping e poi giro in notturna.

Domani si riparte, si comincia a rientrare. Mi è.. ci è piaciuto moltissimo il Lussemburgo, pulito, tranquillo, economico la classica meta sottovalutata che però ci ha piacevolmente sorpreso.

22 agosto -Strasburgo

Si parte e si rientra in Francia, direzione Strasburgo distante circa 330km.

Velocità di crociera standard 95-100 Km/h tutto bene fino a circa 50km dall’arrivo quando il Defender comincia a perdere potenza a nelle salite non accellera più, mi era gia successo una volta sempre in Francia (sarà un caso) direzione Inghilterra quando all’improvviso si era forato il tubo della turbina, stavolta però non c’è nessun fischio, ma solo un notevole rumore d’aria come se ogni qualvolta accelero aumentassi l’aria delle bocchette a manetta. A velocità ridotta comunque riesco ad arrivare al campeggio senza problemi e mi infilo sotto la macchina alla ricerca di un eventuale foro, seguo tutto il tubo quando mi accorgo che la fascetta che unisce il tubo alla turbina si è allentata ed il tubo è quasi uscito….respiro di sollievo al 99% la causa è quella, grazie alla scatola degli attrezzi obbligatoria sul mio Puma riparo il tubo e neanche provo a riaccendere…domani si vedrà.

Il camping si trova a sud della città a 100m dalla ciclabile che porta al centro, al suo interno ha tutto bar, ristorante, piscina, pub con musica dal vivo….veramente carino.

Noi dopo un pò di relax ripartiamo.

Strasburgo fin dall’inizio si rivela molto cosmopolita, dalla periferia con tanti negozi di frutta e verdura e kebab gestiti da extracomunitari al centro pieno di bar e negozi di lusso, noi ci facciamo un bel panino da una simpatica signora orientale, e poi via verso il centro.

Il centro è dominato dalla grandissima ed enorme Cattedrale Notre Dame de Strasbourg, parcheggiate le bici decidiamo di salire sul campanile, sono oltre duecento i gradini da fare per arrivare al balcone dal quale è possibile vedere tutta la città dall’alto.

http://www.360cities.net/image/the-stairs-of-cath-drale-notre-dame-de-strasbourg

Fu costruita a partire dal 1015 ed iniziata in stile romanico, anche se fu poi continuata secondo i canoni dell’architettura gotica sia francese che tedesca: i lavori proseguirono fino al 1439, ad oggi risulta incompiuta. Si basava sulle fondamenta della precedente costruzione del periodo ottoniano. Per la sua fattezza, è un illustre esempio di costruzione in pietra arenaria dei Vosgi (grès rouge des Vosges). Questa pietra, tipica delle zone renane, le conferisce il colore rossiccio che caratterizza anche altre costruzioni situate in città della zona, come la cattedrale di Friburgo in Brisgovia o quella di Basilea. Al suo interno un bellissimo orologio astronomico.

Proseguiamo il giro in bicicletta, la città ha tanti canali e piste ciclabili immancabili come sempre.

La sera andiamo ad un ristorante giapponese piccolino vicino alla Petite France. Da ristorante andiamo a vedre i ponti coperti (ormai scoperti) e poi quelli che sono coperti che hanno un altro nome… vabbè qui funziona così non è che si capisce molto, per questo avranno messo la sede dal parlamento europeo qua!

Ponti coperti – Ponts Couverts

Ponti in pietra – Barrage Vauban

http://www.360cities.net/image/ponts-couverts-and-barrage-vauban-by-night

23 agosto – Vaduz

Si riparte, il Defender va benone, tutto risolto, oggi sono 280 i Km che ci dividono dalla prossima tappa: Vaduz

Quello del Liechtenstein è una mia fissazione, un piccolo stato in mezzo ai monti al quale sono passato sempre vicino ma che non ho mai visitato; così gia che ci siamo facciamo una tappa. Il campeggio si trova tra la capitale Vaduz e il paese di Balzer, non è vicinissimo alla città (circa 7Km) ma per le bici anche qui ci sono tante piste ciclabili lontano dalle strade principali, alcune passano in mezzo ai campi coltivati, ci sono ciclisti, gente che passeggia sola o con animali, genitori con i bimbi che giocano tranquilli.

La prima cosa che si incontra entrando in città è la bella Cattedrale di San Florin.

Vaduz è la classica cittadina alpina, con la differenza che l’auto più piccola che passa è un’Audi r4, i negozi sono super cari e ci sono tante statue di Botero in mostra nel centro!

La città è dominata dal bel castello. Ci sono tante indicazioni che indicano la via per salire e noi nonostante anche ad occhio si capisca che la strada è tutta in ripida salita….già che ci siamo, decidiamo di salire. Adesso quello che mi domando è: ma perchè mettere tutte indicazioni per un castello che si capisce benissimo dove sta?, fare una stradina pedonale apposta per raggiungerlo quando non è possibile visitarlo o avvicinarsi????? Siamo saliti a piedi con bici al seguito (l’unica cosa positiva è la discesa del ritorno) per oltre 30 minuti di ripida salita veramente per niente!! Con i castelli in questa vacanza ci dice proprio male. Dovrebbero essere finiti comunque.

Al ritorno prendiamo una calamita e visto che anche qui c’è il classico McDonald facciamo pausa caffè.

La cosa buona di viaggiare senza prenotazione o una meta precisa è che adesso il tempo è ottimo e anche nei prossimi giorni promette bel tempo….per cui si rientra in Svizzera per andare sui ghiacciai che abbiamo dovuto saltare all’inizio.

24 agosto – Fiesch

La mattina del 24 si parte verso il ghiacciaio dell’Aletsch, forse con il Defender non è proprio il massimo visto che sono 150Km di cui 100 in alta montagna con tornati e passi mozzafiato.

Arriviamo al campeggio, bagno nell’acqua fresca della piscina, ci informiamo per gli orari della funivia per salire e poi via in bici. Vicino al paese c’è un bel ponte sospeso il Goms Bridge. Il suo nome originale è Hängebrücke Fürgangen-Mühlebach. Questo ponte sospeso si trova nel canton Vallese, in una delle zone più affascinanti delle Alpi svizzere. È stato inaugurato nell’estate del 2015 ed è lungo 280 metri e largo 1,4m. Quasi 100 metri più in basso scorre il fiume Rodano che in questo punto percorre la selvaggia gola di Lamma. Il panorama dal ponte è quindi davvero mozzafiato. La struttura è accessibile tutto l’anno ed è abbastanza larga da poter essere percorso anche da persone in sedia a rotelle e pedoni con la bicicletta.
La traversata dura pochi minuti ma è davvero vertiginosa e affascinante. Si può intraprendere da entrambe le località poste ai due lati della valle.

http://www.360cities.net/image/hangebrucke-furgangen-muhlebach

Oggi si va a letto abbastanza presto, domani mattina dobbiamo essere tra i primi a salire, è sabato più passa il tempo e più gente arriva, il camping è a due minuti di bicicletta, non possiamo fare tardi.

25 agosto Ghiacciaio dell’Aletsch – Lugano

Alle 7,40 di mattina siamo già pronti a salire. Bisogna prendere due funivie per vedere il ghiacciaio e salire in cima all’Eggishorn (2927m).

Alla prima funivia ci fermiamo una mezzora poichè la seconda è ancora chiusa, facciamo una piccola pausa caffè e facciamo due passi.

Poi si sale

Solo per rendersi conto della bellezza del panorama bastano alcuni numeri: con i suoi 23 km, l’Aletsch è il più grande ghiacciaio delle Alpi, misura 86 km2; Konkordiaplatz, la zona in cui si riuniscono i ghiacciai di grande Aletschfirn, Jungfraufirn, Ewigschneefeldfirn e Grüneggfirn è talmente vasta che presenta una superficie pari a quella delle città di Coira, Bellinzona e Frauenfeld messe assieme, peso stimato 11 miliardi di tonnellate, pari al peso di 72,5 milioni di jumbo jet,a Konkordiaplatz la neve e il ghiaccio sono spessi più di 900 metri, se questo gigante d’acqua si sciogliesse, ogni abitante della Terra avrebbe a sua disposizione un litro d’acqua al giorno per 4.5 anni!!!!!!

Il ghiacciaio scorre in modo simile a una massa viscosa verso valle e fornisce in modo costante del ghiaccio alla propria lingua. Il tratto percorso dalla massa di ghiaccio si chiama velocità di scorrimento: per quanto riguarda il grande ghiacciaio dell’Aletsch essa è di 200 m/anno all’altezza di Konkordiaplatz , di 80 – 90 m/anno all’altezza della foresta dell’Aletsch.

Spettacolo incredibile, dal punto di osservazione saliamo poi sulla cima dell’Eggishorn.

Siamo circondati da montagne altissime, sono oltre 32 i monti oltre i 4000m che ci circondano, possibile vedere fino al Cervino e al Weisshorn.

http://www.360cities.net/image/aletsch-glacier-viewpoint-switzerland

http://www.360cities.net/image/on-the-top-of-eggishorn-2927m

Dopo pranzo si scende, di sotto la fila per salire è impressionante!!! scelta azzeccata la nostra.

Ultima tappa del viaggio in terra straniera è Lugano dove vive un mio carissimo amico con la sua famiglia, stasera Julia ha un’amica per passare la serata ed io insieme a Pino inauguriamo il suo nuovissimo BBq.

A fine abbiamo cotto di tutto, verdure, arrosticini, costate… bellissima serata!

Domani ultima tappa con breve sosta per trovare il prossimo compagno di viaggi…. magari a breve farà la sua comparsa 😉

26 agosto – Tutti a Casa!

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