Ore 22:00 di un giovedì estivo, siamo in fila per imbarcarci direzione Cairo volo ItaAirways, arriveremo nella notte fonda all’aeroporto egiziano del Cairo.

Atterriamo anche con ritardo di mezz’ora, usciti dal gate ci aspetta un’enorme sala per controllo passaporti e visti, non ancora non abbiamo fatto nulla, sinceramente abbiamo fatto bene. Per fare il visto d’ingresso occorrono 25$, con due secondi alla banca che sta a destra di questa enorme sala ti rilasciano l’adesivo che poi sarà attaccato al passaporto, non c’è alcun vantaggio nel farlo a casa se non lo sbattimento di andare sul sito, registrarsi, pagare on-line… ecc tanto la fila è sempre la stessa. (per carità io e Camilla poi ci abbiamo messo del nostro sbagliando fila e dovendo poi ricominciare da capo).

Alla fine a rimetterci è il povero tassista dell’hotel che sta fuori ad attenderci. Arriviamo alle 4,30 all’hotel di Giza vista piramidi.


21/4

Dall’Italia per i primi due giorni ho prenotato alcuni tour classici per evitare tassisti locali e avere meno preoccupazioni visto anche la quantità di cose da vedere. Purtroppo la sveglia è alle ore 7 perché alle 8 si parte.

Essendo venerdì andiamo subito a vedere le piramidi, essendo giorno di preghiera i turisti locali non ci sono e quindi in questo periodo non propriamente di alta stagione si riesce a girare con molta tranquillità. A prenderci all’hotel c’è Azmin, una guida locale molto gentile e scherzosa, mi da anche alcuni consigli per la macchina fotografica. Dato che in Egitto (anche se molto è cambiato ultimamente sulle fotografie e sugli apparecchi fotografici, visti come il demonio fino ad alcuni anni fa) non tutti gli ufficiali all’ingresso dei luoghi turistici seguono una linea ben definita, quando vedono cavalletti o macchine fotografiche importanti tendono a far lasciare parte dell’attrezzatura all’ingresso, la guida mi consiglia di fare i biglietti ed entrare lasciando tutto in auto, poi una volta dentro dato che l’auto entra separatamente con il driver salire e riprendere tutta l’attrezzatura. In effetti all’interno del sito nessuno dei tantissimi addetti alla sicurezza ha domandato nulla, basta comportarsi educatamente, seguire i divieti ed evitare di fotografare polizia nessuno dice nulla. Avevo letto di biglietti appositi per fotocamera e cavalletto… sinceramente anche chiedendo nessuno sapeva nulla, in pratica non esistono.

Eccoci difronte all’unica meraviglia del mondo antico ancora in piedi: La Grande Piramide di Giza.

Meravigliosa, non credo che ci siano altre parole per descriverla, enorme, mastodontica, altissima, larghissima, massiccia… meravigliosa.

Nonostante le tantissime teorie sulla costruzione, non si può che rimanere a bocca aperta davanti questo spettacolo, nel pensare a come si possa realizzare quasi 5000 anni fa un’opera del genere. La Piramide di Cheope, conosciuta anche come Grande Piramide di Giza, è la più antica e più grande delle tre piramidi principali della necropoli di Giza. È la più antica delle sette meraviglie del mondo antico nonché l’unica arrivata ai giorni nostri. È costituita da almeno 2 300 000 blocchi, ciascuno mediamente del peso di circa 2,5 tonnellate e, secondo gli egittologi, fu edificata in un lasso di tempo tra i 15 e i 30 anni.

Gli egittologi ritengono che la piramide sia stata costruita come sepolcro del faraone Cheope, regnante della IV dinastia intorno al 2560 a.C. In un’ipotesi piuttosto accreditata, ne viene ritenuto ideatore l’architetto reale Hemiunu.

Quando fu costruita, la piramide di Cheope era alta circa 146,6 metri (280 cubiti egiziani) ed era pertanto la costruzione più alta realizzata fino ad allora. La sua altezza attuale è tuttavia di soli 138 metri e risulta essere pertanto di poco più alta della piramide di Chefren, alta 136 metri. Causa di questa perdita di altezza è probabilmente la rimozione del rivestimento di pietra calcarea che in passato rivestiva l’intera piramide, dovuto sia a fenomeni di erosione naturale, sia all’asportazione delle pietre calcaree da parte degli abitanti del Cairo, che in passato sfruttarono le piramidi come cave di pietre. La piramide con il suo pyramidion d’oro situato sulla sommità, sotto i raggi del sole doveva risplendere come una gemma gigantesca risultando visibile anche a notevole distanza.
La base della piramide copre oltre 5 ettari di superficie, formando un quadrato di circa 230,34 metri per lato. L’accuratezza dell’opera è tale che i quattro lati della base presentano un errore medio di soli 1,52 cm in lunghezza e di 12″ di angolo rispetto ad un quadrato perfetto. I lati del quadrato sono allineati quasi perfettamente lungo le direzioni Nord-Sud ed Est-Ovest (l’errore dell’allineamento è di solo 2′ e 28″). I lati della piramide salgono ad un angolo di 51º 50′ 35″.

https://www.360cities.net/image/under-the-cheops-pyramid

Sotto il sole che comincia a salire caldo nel cielo proseguiamo a piedi verso la seconda piramide, quella di Chefren.

La piramide di Chefren è la seconda come grandezza dopo la famosa piramide del padre Cheope. Nella metà inferiore presenta grandi blocchi grezzi ed irregolari disposti con scarsa precisione, mentre verso la sommità questi appaiono disposti in maniera più uniforme. Nel corso dei millenni vari movimenti sismici hanno provocato degli spostamenti di alcuni millimetri delle pietre.
La piramide appare più alta di quella di Cheope perché venne costruita su uno zoccolo di roccia alto circa 10 metri. La sua altezza apparirebbe ancora maggiore se non fosse priva di parte della cima e del pyramidion.
Ha la particolarità di essere l’unica piramide che conserva sulla sommità una parte della copertura in calcare bianco di Tura che originariamente ricopriva l’intera struttura. La base è rivestita di “pietra etiopica variegata” (così come la definisce Erodoto) ovvero granito rosso e grigio di Assuan.
Presenta due ingressi dovuti ad un cambiamento del progetto iniziale: uno a circa 11,54 metri di altezza, l’altro a livello del suolo, che è quello attualmente usato per le visite.

https://www.360cities.net/image/pyramid-of-cheops-and-pyramid-of-khafre

Dopo la seconda piramide, abbastanza vicina alla prima via strada, per arrivare alla terza, ovvero quella di Micerino, saliamo in auto e ci andiamo accompagnati. La piramide di Micerino è la più piccina, noi abbiamo deciso di entrarci essendo quella meno visitata delle 3 sicuramente c’è meno fila.

Costruita circa 450 metri a sud-ovest rispetto alla piramide di Chefren, dimostra la fretta del costruttore, che la edificò in più riprese, materiali vari e varie tecniche. Ed è stata costruita nel 2510 a.c. circa

Il suo volume non supera i 250.000 m³ ossia un decimo di quella di Cheope presentando la particolarità dei blocchi molto più grandi anche di quella di Chefren, ma le facce della piramide hanno superfici imperfette e le pietre sembrano sistemate senza l’armonia delle altre due.

Per entrare bisogna aver pagato il biglietto all’ingresso principale. Si entra attraverso un lungo cunicolo stretto e basso in discesa, si arriva in una grande sale da dove parte un secondo cunicolo, da qui si arriva in una sala utilizzata per pregare mentre la tomba vera e propria sta sulla destra attraversando uno stretto passaggio che però è chiuso al pubblico. All’interno foto solo con il telefonino oppure come fanno capire anche con la macchina fotografica se si riesce a far chiudere un occhio al custode ;).

Il complesso è comunque visitabile anche da soli, certo in estate fa caldo e nelle ore centrali del giorno non c’è ombra, ma in tutti gli altri periodi credo sia anche molto bello passeggiare interamente attraverso questi luoghi incredibili. L’unico posto un pò più lontano è il punto panoramico che dista un paio di km dalle piramidi via strada asfaltata, ma ci si può arrivare passando lungo i tantissimi sentieri dei cammelli, dalle piramidi delle Regine di Micerino è molto vicino. Le piramidi delle Regine sono piccole piramidi, intorno alle grandi, che erano le tombe delle mogli dei faraoni.

Noi andiamo al punto panoramico in auto, qui volendo è possibile pagare per fare un giro sul cammello avvicinandosi alle piramidi.

https://www.360cities.net/image/giza-plateau-viewpoint

In tutto abbiamo trascorso un paio d’ore in questo luogo, ovviamente in solitaria si è molto più liberi e di tempo ne occorre molto di più, però credo ne valga la pena se il sole non brucia come in questo periodo (anche se non è un caldo assurdo come quello degli Emirati, forse a Roma in estate si hanno le stesse temperature).

Prima di uscire resta la sosta alla Sfinge. La Sfinge nella mitologia egizia era un monumento che veniva costruito vicino alle piramidi come simbolo protettivo, per augurare una serena vita nell’aldilà al faraone. Ha corpo canino (o leonino) e testa umana. La sfinge poteva essere maschile o femminile, a seconda del faraone o della regina che doveva proteggere. Ottenuta da un substrato roccioso, è la più grande statua monolitica tra le sfingi egizie: è lunga 73 metri (dalla coda alle zampe anteriori), alta 20 metri (dalla base alla punta della testa) e larga 19 metri; la sola testa ha un’altezza di 4 metri.

https://www.360cities.net/image/the-sphinx-and-the-pyramids

https://www.360cities.net/image/giza-pyramid-complex-and-camels

Prima della prossima tappa sosta per vedere come si costruiscono i fogli in papiro (classico stop da mercatino).

Proseguiamo in direzione Saqqara ad una quindicina di chilometri a sud del Cairo. Saqqara era la necropoli più importante dell’antica città egizia di Memphis e il sito della famosa Piramide a gradoni di Zoser, la prima al mondo secondo gli studiosi, e una delle più antiche grandi strutture in pietra. Piramide a gradini, costruita dal famoso Imhotep, considerato il primo architetto riconosciuto della storia, durante il regno del faraone Zoser, appartenente alla III dinastia, intorno al 2630 a.C. fu costruita come punto più importante del complesso funerario del faraone. È lunga 140 metri, alta 60 metri e larga 118 metri. È costruita con piccoli blocchi in uno stile simile all’adobe, si ritiene che fu d’ispirazione alle future piramidi di Giza.

Per entrare nel sito si passa attraverso la Mastaba Of Ti, attraverso il corridoio di colonne si arriva ad un enorme piazzale sulla destra con in fondo la Piramide di Djoser. Siamo entrati all’interno per visitare l’enorme tomba posta 25m sotto il livello del suolo.

https://www.360cities.net/image/the-tunnel-under-the-pyramid-of-djoser

Siamo giunti a fine mattinata ormai, ma prima di pranzo decidiamo di continuare il tour alla vicina Memphis.

Antica capitale d’Egitto, Menfi raggiunse il massimo splendore con la IV dinastia poi con la fondazione di Alessandria d’Egitto Menfi decadde definitivamente. Ad oggi di tutto il palazzo non resta nulla se non rovine. Su tutte la statua enorme di Ramses II scoperto nel 1820 da Giovanni Battista Caviglia, un esploratore italiano, vicino al villaggio di Mit Rahina e la “piccola sfinge” situata al centro del sito.

Ci fermiamo a pranzo sulla via del rientro, shawarma tipico e polletto, porzioni abbondanti insieme a hummus (a base di ceci) e babaganoush (melanzane) succhi buonissimi di mango e guava, ci arriva così tanta roba che per evitare di buttala la portiamo via per cena in un box.

Nel pomeriggio siamo in hotel a Giza, dopo la doccia optiamo per un bel aperitivo vista piramidi che non stancano mai.

Domani sveglia presto come solito nelle nostre vacanze. Good Night


 22/4

Sveglia alle 6, colazione veloce e si parte, grazie ad Emo Tours con il quale ho organizzato tutti i miei spostamenti per non avere problemi e tempi morti, Salah ci sta spettando preciso sotto l’hotel. Direzione Alexandria d’Egitto.

Alexandria dista oltre 200km dal Cairo, per arrivarci occorrono due ore e mezzo, tutta autostrada anche ben tenuta.

Prima sosta sono le catacombe di Kom el-Suqafa, riscoperte abbastanza recentemente per caso, si dice che un asino sia caduto in una apertura e di lì in poi si è cominciato a scavare per capire cosa ci fosse sotto. L’accesso è possibile grazie a una scala che scende a spirale intorno al pozzo centrale nel quale venivano calati i corpi mummificati dei defunti. Dal pozzo si accede alle tombe, che sono disposte su tre livelli sovrapposti, completamente scavati nella roccia. Ci sono anche cappelle più grandi e decorate probabilmente per i signori più ricchi.

Purtroppo non mi fanno entrare con il cavalletto che devo lasciare alla guardia all’ingresso.

Dopo circa un’ora andiamo a visitare quella che era una delle bellezze della città andata distrutta da un incendio, la biblioteca di Alessandria,  difficile anche solo ipotizzare come fosse la leggendaria biblioteca di Alessandria d’Egitto. Secondo i racconti ospitava fino a 500 mila e volumi e ogni barca che entrava in città doveva consegnare tutti i manoscritti perché venissero copiati. L’antica biblioteca era il centro della cultura scientifica, artistica e filosofica e conteneva quello che era considerato tutto il sapere del mondo antico. oggi ricostruita è un edificio grandissimo e molto moderno. Ipertecnologica, si tratta della più grande e aggiornata biblioteca del mondo arabo.

Dopo la biblioteca andiamo a visitare l’anfiteatro Romano; è l’unico anfiteatro romano di cui si abbia traccia in Egitto e risale al II secolo. d.C, il sito oltre al teatro ha tanti ruderi di abitazioni romane ed anche un enorme bagno (terme) romano, peccato che il sito non è tenuto proprio benissimo, ci sono varie piante che crescono un po ovunque, ci sono addirittura dei cocci di vasi antichi lasciati sui muri.

Dopo la visita all’anfiteatro andiamo sul luogo dove sorgeva un’altra delle sette meraviglie del mondo antico il faro di Alessandria, dove oggi sorge una cittadella costruita nel 1400. Questa fortezza ha un’ottima posizione e si trova su una lingua di terra che dà sul porto orientale. Fu il sultano Qaitbey a decidere di utilizzare i resti del faro per creare una difesa contro i Turchi che erano una minaccia per l’Egitto, putroppo dopo i bombardamenti inglesi il complesso dovette essere in gran parte ricostruito. La fortezza ha perso ben presto la sua funzione militare e oggi al suo interno si può visitare un grazioso museo navale.

Il punto di maggiore interesse è il torrione centrale. All’interno, dopo aver attraversato una porta di granito, si possono ammirare reperti e manufatti marittimi, tra cui diversi oggetti legati alla flotta di Napoleone. Una parte della fortezza fu trasformata in moschea (la più antica di Alessandria, ma non più dedicata al culto) e per oltre quattro secoli i bastioni furono nascosti dal minareto, fino a quando non fu distrutto dalla marina inglese.

https://www.360cities.net/image/inside-the-citadel-of-qaitbay

Ci avviciniamo al lungomare, anche se sono passate le 14 prima di andare a pranzo visitiamo la bella Moschea Sidi Morsi Abo Al Abass. Oggi nel menù abbiamo pesce, qui Azim la nostra guida dice che è meglio di qualsiasi altra pietanza, ci fidiamo ed effettivamente possiamo confermare la bontà e la freschezza del prodotto locale.

Dopo pranzo si rientra, ci aspettano altre due ora di auto e poi relax in hotel.

Verso sera decidiamo di provare ad andare a fare alcune foto alla sfinge dato che il nostro hotel è proprio difronte all’ingresso del sito, non appena mi vedono con la macchina fotografica alcune pseudo-guide mi seguono e cominciano a farmi domande, dico che non ho soldi, lo faccio anche vedere mostrando le tasche vuote, uno non demorde e per tutta la mia passeggiata (corta purtroppo proprio per via di questo tizio che mi ha scassato per tutto il tempo) vuole propormi per forza cose da vedere, tour con lui come guida ecc, alla fine quando dico di lasciarmi fare una semplice passeggiata con la mia compagna fa finta di non capire, dato che parla anche bene l’italiano, e dice che non lo devo trattare male perché potrebbe uccidere tutta la mia famiglia, non impaurito da questo idiota preferisco comunque rientrare. (Per inciso il tizio non credo fosse pericoloso ed in giro c’era tanta polizia, comunque è stato l’unico episodio sgradevole dei giorni trascorsi in Egitto).

Dato che il sito chiude presto decidiamo di andare a fotografare la sfinge dal lato sinistro domani mattina, per ora aperitivo vista sfinge e piramidi, cena ed a seguire lo spettacolo del Sound and Lights sulle piramidi. Tutto molto bello a parte lo spettacolo, veramente datato, lento, obsoleto per quello che le luci potrebbero fare al giorno d’oggi su edifici simili.

Per domani altro giorno altro tour!


23/4

Oggi con calma, colazione al Great Pyramid Inn, hotel molto carino con possibilità di camere direttamente fronte sfinge dalle quali è possibile vedere lo show della sera (dal mercoledi al sabato), ha una bella terrazza panoramica nella quale si fa anche la colazione.

Alle 9:00 partenza, primo stop il famosissimo museo del Cairo, anche se hanno aperto un nuovo museo proprio a Giza, il vecchio museo non chiuderà mai e neanche sposteranno le cose all’interno (questo almeno è quello che ci ha riferito la guida), ospita la più completa collezione di reperti archeologici dell’Antico Egitto del mondo. Gli oggetti in mostra sono 136.000 e molte altre centinaia di migliaia sono conservate nei magazzini. Salah è sempre il nostro autista, gentilissimo, super consigliato. In una mezz’ora siamo arrivati.

Oggi giornata abbastanza calda, contrariamente a quanto credevo il museo non ha una temperatura controllata, anzi dentro fa caldo, ci sono solamente i ventilatori. Nato nel 1835 per fermare l’esportazione illegale di manufatti egizi, il primo nucleo è del 1858, mentre la struttura attuale viene inaugurata nel 1902, un edificio in stile neoclassico costruito in Piazza Tahrir, nel centro del Cairo.

Il museo si divide in due piani, diviso per dinastie, si parte dal basso per arrivare poi alla parte più famosa, ossia la maschera ed il sarcofago di Tutankhamon al piano di sopra. La visita richiede almeno un’ora, ma con la spiegazione della guida e l’enorme quantità di reperti non basterebbe un giorno. Purtroppo nella stanza dedicata a Tutankhamon non è possibile fare foto.

Si continua per la cittadella di Saladino. La Cittadella del Cairo o di Ṣalāḥ al-Dīn è una fortificazione da Saladino fra il 1176 e il 1183, come protezione contro i Crociati. L’efficacia della posizione della Cittadella è ulteriormente dimostrata dal fatto che essa è rimasta la sede principale del dominio britannico (1882-1946) prima e della monarchia egiziana poi fino alla metà del XX secolo. La Cittadella è spesso chiamata erroneamente Cittadella di Muhammad Ali , poiché in essa si trova la Moschea di Muhammad ʿAli Pascià, costruita fra il 1828 e il 1848, sulla sommità. Questa moschea ottomana venne costruita in memoria di Ṭūsūn Pascià, figlio maggiore adottato di Muhammad Ali, che morì nel 1816. Tuttavia, essa rappresenta anche gli sforzi realizzati da Muhammad Ali nel voler cancellare i simboli della dinastia mamelucca che aveva sconfitto nel 1805.

Dopo la cittadella altra tappa d’obbligo: il vicino bazar Khān el-Khalilī, enorme, secondo solamente a quello di Instambul tra i bazar più grandi d’oriente, è possibile girare per ore tra bancarelle di qualsiasi genere. I prezzi sono veramente bassi e molti oggetti sono belli e fatti a mano difronte ai turisti.

Dopo il bazar finalmente si pranza, andiamo ad un tipico fast-food locale, qui si mangia kebab con hummus e melanzane.

Oggi dormiamo proprio nella piazza del museo, dentro un palazzo storico che purtroppo come tantissimi palazzi del centro sembrano in decadenza, l’ingresso infatti è abbastanza inquietante, invece poi l’interno si rivela curato e confortevole.

Stasera piccola crociera sul Nilo, ad un prezzo ridicolo abbiamo cena a buffet e due ore di navigazione sul fiume. La crociera è carina ed il cibo anche abbastanza buono nonostante all’apertura tutti si fiondano sul buffet come se non mangiassero da giorni, peccato la musica dello spettacolo veramente alta che non permette neanche di parlare tra persone dello stesso tavolo, noi ceniamo e poi andiamo di fuori per goderci l’aria della sera ed il panorama.

Il nostro viaggio veloce in Egitto termina qua, domani mattina andremo in giro senza meta per la città prendendo qualche caffè e dolcetti in qualche cafè del Cairo, ce ne sono tanti e molto carini.

Alla prossima! Good luck

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