20 Aprile

Ora di pranzo, aeroporto Roma FCO, siamo in 4, con me e Camilla ci sono Simona e Fabio due carissimi amici e vicini di casa. Volo WizzAir diretto, arrivo ad Amman la sera. Oggi si vola e basta. Ritirata auto in affitto direttamente all’aeroporto si parte. L’unica cosa che vediamo è il traffico immenso per la fine del ramadan a Madaba, sosta a cena in un ristorante tipico (felafel come se piovessero) nel centro della città: il Fokar & Bhar Restaurant, poi tutti in hotel per la notte.


21 Aprile

Si comincia. Il programma per oggi è visitare il Mar Morto, per poi scendere al Wadi Mujib e fare canyoning per poi cominciare a scendere verso sud, fermandosi a dormire nei pressi della Biosfera di Dana.
Chiediamo info alla reception del nostro Hotel (il Grand Madaba) su dove è meglio visitare il Mar Morto e ci dicono che hanno una collaborazione con il Crowne Plaza Jordan – Dead Sea Resort & Spa, in pratica con 20€ possiamo entrare e stare tutto il giorno nell’area esterna dell’hotel, oppure con 25 abbiamo anche pranzo a buffet… inutile dire cosa abbiamo scelto. Ringraziamo di cuore il personale dell’hotel veramente gentile e partiamo.
Durante il tragitto transitiamo davanti al Monte Nebo. Secondo il capitolo conclusivo del Deuteronomio, il monte Nebo è quello sul quale il profeta ebraico Mosè ebbe la visione della Terra Promessa che Dio aveva destinato al Suo Popolo Eletto.
La vista dalla sua sommità, nei pressi del villaggio di Faysaliyya (7 km a ovest di Madaba) permette di godere del panorama della Terra Santa e, a settentrione, una più limitata visuale della valle del Giordano. La città cisgiordanica di Gerico è normalmente visibile dalla vetta, come pure Gerusalemme nelle giornate nitide. Il sito aldilà dell’importanza religiosa è piacevole da visitare con i resti di una chiesa del IV secolo, ritrovata nel 1932 dai Francescani che acquistarono il sito e avviarono i lavori di scavo riportando alla scoperta delle rovine e ricostruirono gran parte dell’edificio della basilica.

Comunque la visita ha un costo basso e come quasi tutte le visite ai siti cristiani non rientra nel famoso Jordan Pass.
Si prosegue e dopo un’oretta di strada in discesa si arriva al Mar Morto. Il paesaggio è arido, diverso da quello di Israele, la terra sembra veramente inospitale.
Il Mar Morto è un lago salato situato tra Israele, la Giordania e la Cisgiordania nel deserto della Giudea, parte della regione storico-geografica della Palestina: è il bacino idrografico più basso tra i più salati al mondo e per tale motivo è chiamato anche Mar Salato.
Si trova nella depressione più profonda della Terra, generatasi nei millenni per effetto dell’evaporazione delle sue acque non compensate da quelle degli immissari, che è anche causa della sua alta salinità: attualmente il livello dell’acqua del bacino superiore (settentrionale) è a circa 430 m sotto il livello del mare ed il divario continua ad aumentare, dato che il livello continua a scendere, ponendo anche il problema della sua scomparsa nel medio-lungo termine.
La sosta in questo mare salato è d’obbligo, almeno per meravigliarsi nel galleggiare sull’acqua come mai fatto prima facendo attenzione agli occhi. Per mia esperienza sinceramente non mi fermerei mai a dormire in questo posto perché dopo un paio di ore tra bagni, fanghi e sole e sale non ne posso più.

Dopo pranzo si riparte direzione Wadi Mujib.
Le strade sono pulite, i giordani non guidano come pazzi, ci sono diversi posti di blocco lungo le strade principali, ma tutto molto tranquillo, l’unica cosa veramente fastidiosa sono i dossi!, non perché ci sono… ma perché sono improvvisi, camuffati, alcuni altissimi, alcuni anche nelle strade a due corsie, bisogna veramente stare con gli occhi sempre aperti soprattutto la sera.
Arrivati a destinazione purtroppo ci dicono che è venerdì e ramadan ed è chiuso (adesso non ho capito se è chiuso tutti i venerdì o solo questo, ma qui fra le forze dell’ordine, alle quali abbiamo chiesto, in pochi parlano inglese). Si continua così deviando per al-Karak dato che abbiamo il pomeriggio libero.

https://www.360cities.net/image/dead-sea-from-al-karak-hgw

Kerak è posizionata a sud di Amman lungo la Strada dei Re. Sicuramente un luogo da visitare per comprendere la storia della Giordania. Questo territorio un tempo faceva parte del Regno di Gerusalemme e i primi insediamenti abitativi sono riconducibili all’età del ferro. Col passare dei secoli la città si sviluppò sino a diventare intorno al 900 a.C la capitale del regno Moabito. Di grande importanza strategica, venne dapprima conquistata dai Nabatei e successivamente dai Romani che se ne impadronirono intorno al 105 d.C.. L’avamposto crebbe per dimensioni e importanza e passò sotto il controllo dei Bizantini che ne fecero un vescovato in terra mediorientale. Le influenze della religione cristiana perdurarono anche dopo l’avvento dell’Islam e del popolo arabo, trasformandola in una roccaforte durante il periodo delle crociate.
Il castello si estende nella parte meridionale dell’altopiano ed è un esempio notevole di architettura crociata, un miscuglio degli stili europeo, bizantino e arabo. Le sue mura sono rafforzate da torre rettangolari, le lunghe gallerie con volte di pietra sono illuminate solo da strette feritoie e l’intero complesso è circondato da un profondo fossato che lo isola completamente dal resto.

https://www.360cities.net/image/kerak-castle-landscape

Pausa te dopo la visita e poi si procede verso la nostra destinazione finale a Dana.
Arriviamo che è notte e siamo ignari di cosa abbiamo prenotato, appena arrivati ci fanno cenare a buffet, con tutti gli ospiti che hanno già cominciato, poi ci accompagnano agli alloggi… e da qui comincia il bello, in realtà sono delle tende fisse (dal sito non sembrava) nessuna delle quali ha il bagno, così chiediamo di poter fare un upgrade ma è tutto esaurito, la sola alternativa è una stanza da 4 letti con bagno, accettiamo! In realtà la serata si presenta gradevole, leggiamo la guida sui luoghi che abbiamo visitato oggi e prendiamo informazioni sui posti per l’indomani, quando all’improvviso Fabio si addormenta… vabbè sarà una lunga notte! good night.


22 Aprile

Sveglia presto, non poteva essere altrimenti, fa fresco fuori. Ci aspetta la colazione a buffet con te a volontà. La vista però ripaga di tutta la nottata che aldilà di tutto è stata anche piacevole, un po da gita scolastica.

https://www.360cities.net/image/dana-biosphere-reserve-landscape

La mattina è dedicata alla Biosfera, prendiamo l’auto e per avvicinarci ai sentieri e poi cerchiamo di scendere fino a valle a piedi.

Il panorama è meraviglioso, tutta la strada è un serpentone in discesa che da asfalto diventa sterrato, solo che comincia a fare caldo ed una volta arrivati a valle ci preoccupa la risalita.
Una visita breve, ma ci siamo sgranchiti abbastanza. Si prosegue verso un altro castello qua vicino; il castello di Shobak.
Costruito dal re di Gerusalemme Baldovino I, nel XII secolo, il Castello di Shobak si trova a30Km da Petra,sulla Strada dei Re. Le sue rovine, piuttosto in cattivo stato, si possono visitare gratuitamente con il Jordan pass (così come il castello di al-Karak)
Il Castello di Shobak si trova in cima a una collina che domina tutto il Wadi Araba (la valle di Araba). La vista che si ha da questa zona collinare e i paesaggi sono mozzafiato. Le rovine sono meno spettacolari rispetto al Castello di Kerak , in quanto è difficile riconoscere i luoghi in questa confusione di pietre sparse, ma vale davvero la pena visitare il sito per il suo interesse storico.
Questo castello venne costruito dai Crociati che volevano controllare le rotte commerciali tra l’Egitto e la Siria. Ha resistito circa 70 anni ai Musulmani finché Saladino stesso lo conquistò dopo un anno e mezzo d’assedio.

Proseguiamo ancora verso sud, perché stasera si dorme nel deserto. Prossima fermata Wadi Rum.
Considerata una delle attrazioni principali della Giordania, questa zona è formata da montagne sabbiose con colorazioni molto varie, che spaziano dal giallo al bianco, al rosso ed al marrone, intervallate da profondi canyon con formazioni geologiche. Il panorama è anche caratterizzato da delicati archi e ponti naturali, nonché da pietre modellate come funghi, intagliate e plasmate naturalmente da anni di vento ed erosione.
Per entrare nel Wadi Rum bisogna avere una prenotazione e registrarsi all’ufficio turistico accanto all’ingresso dichiarando i giorni di permanenza.
Abbiamo prenotato un campo con Rum Star Camp e sinceramente ci siamo trovati molto bene, tutto ben curato e pulito. Siamo arrivati verso le 16, dopo un te ed un rinfresco nella reception siamo saliti nel retro del pick-up e ci hanno accompagnato al campo nonostante siamo arrivati presto e il programma cominciava la sera, anzi siamo andati con loro a far mangiare i dromedari, ci hanno raccontato abitudini dei beduini e ovviamente abbiamo bevuto te a litri.

Ottima cena, con le pietanze cotte come tradizione in un forno ricavato da una buca profonda un metro nel terreno, giretto notturno nel deserto e per oggi può bastare.

https://www.360cities.net/image/sunset-in-wadi-rum-desert


23 Aprile

Partenza senza fretta, verso le 9, a portarci a spasso nel deserto con il pick-up (con noi altri 4 italiani di Bergamo molto socievoli) sarà un ragazzino di 18 anni che però guida da 4!! insomma una guida di esperienza. In pratica gireremo in mezzo a questo stranissimo deserto rosso con nel mezzo montagne, rocce e canyon per fare piccole arrampicate su archi di roccia e sassi, sandboarding, passeggiate, visitando luoghi iconici come la casa di Lowrence D’Arabia e set cinematografici, piccole sorgenti per poi arrivare al tramonto e ritornare alla macchina.

Tutti i tour sono pressoché identici, spesso nei vari posti abbiamo incontrato le stesse comitive. Forse anche troppe soste, perché dopo le prime molte si somigliano, la sabbia è un po ovunque, le scarpe cominciano a fare male, fa caldo e si sono persi quell’euforia e stupore iniziale.
Anche questo è un posto bellissimo ma che non vale più di un giorno/ giorno e mezzo di visita.

https://www.360cities.net/image/lawrence-s-spring-in-wadi-rum-desert

https://www.360cities.net/image/wadi-rum-um-frouth-rock-bridge

Si riparte con qualche minuto d’anticipo perchè per colpa delle nuvole il tramonto è nascosto….next stop : Petra!


24 Aprile

Mattina a Petra, con il Jordan Pass abbiamo (in base alla scelta) due ingressi in giorni consecutivi a Petra, abbiamo scelto proprio il lunedì perchè è uno dei giorni in cui la sera possiamo assistere al Petra by Night. Proprio il giorno precedente al nostro arrivo siamo venuti a conoscenza del ragazzo italiano morto poichè caduto da un sentiero. Ovviamente qui funziona tutto regolarmente, c’è la fila per entrare , niente è stato chiuso. Facciamo i biglietti e siamo in coda.
Il percorso che porta al Siq è abbastanza lungo, ma non fa caldo ancora, si può scendere con gli asinelli, con le macchinette elettriche oppure a piedi. Noi andiamo a piedi, la scelta più suggestiva per godere del panorama senza troppe distrazioni, c’è tanta gente, l’avevamo messo in preventivo. Arriviamo al Siq e poi alla sua fine… il Tesoro! Una delle sette meraviglie del Mondo.
Abitata fin dalla preistoria, questa città carovaniera nabatea, situata tra il Mar Rosso e il Mar Morto, fu un importante crocevia tra Arabia, Egitto e Siria-Fenicia. Petra è per metà costruita e per metà scolpita nella roccia ed è circondata da montagne piene di passaggi e gole. È uno dei siti archeologici più famosi al mondo, dove le antiche tradizioni orientali si fondono con l’architettura ellenistica.
Petra è per metà costruita e per metà scolpita nella roccia ed è circondata da montagne piene di passaggi e gole. Un ingegnoso sistema di gestione delle acque ha consentito un vasto insediamento di un’area essenzialmente arida durante il periodo nabateo, romano e bizantino. È uno dei siti archeologici più ricchi e più grandi del mondo, situato in un paesaggio dominante di arenaria rossa.
L’eccezionale valore universale di Petra risiede nella vasta estensione dell’elaborata architettura di tombe e templi; alti luoghi religiosi; i canali rimanenti, i tunnel e le dighe di deviazione che si combinavano con una vasta rete di cisterne e bacini idrici che controllavano e conservavano le piogge stagionali, e gli estesi resti archeologici tra cui miniere di rame, templi, chiese e altri edifici pubblici. La fusione delle facciate architettoniche ellenistiche con i tradizionali templi/tombe nabatei scavati nella roccia, tra cui il Khasneh, la tomba dell’urna, la tomba del palazzo, la tomba corinzia e il Deir (“monastero”) rappresenta un risultato artistico unico e un eccezionale complesso architettonico del primi secoli a.C. ad d.C.

https://www.360cities.net/image/petra-the-siq

Non ci si può fermare qui, il sentiero è lunghissimo, arriva fino a Little Petra, noi lentamente cominciamo a percorrerlo passando davanti al Teatro Nabateo, le Tombe Reali, il tempio Grande, la tomba del Triclinio, dove poi parte il sentiero fino ad Al Deir . Noi arriviamo fino ad Al Deir. Ri-incontriamo gli italiani di ieri nel deserto e torniamo indietro insieme a loro. Pausa caffè in un ristoro ricavato all’interno della roccia e poi si prosegue fino all’uscita. Stasera ritorniamo, non ci sarà la classica Petra by Night, ma per una decina di giorni ci sarà un show 3d proiettato sul Tesoro (costo 33€ a persona!!).

https://www.360cities.net/image/petra-ad-deir-monastery

Andiamo all’hotel nel centro di Wadi Musa, ceniamo come al solito in un ristorante tipico e siamo pronti per ripercorrere la strada in notturna stavolta.

Lo spettacolo è carino, sicuramente unico dato che è il secondo giorno, durerà per 10 giorni in totale; sarebbe stato meglio la fiaccolata classica? sinceramente non lo so, dura una quaranta-cinquina di minuti e si ripete per 3 volte ogni sera, ma a noi non ha particolarmente colpito. Torniamo indietro ancora una volta con una moltitudine di gente… nonostante il prezzo nessuno ha voluto perdere lo show, così non contenti decidiamo di svegliarci presto l’indomani mattina e ripercorrere ancora una volta il sentiero, ma stavolta all’alba.


25 Aprile

Il canto del Muezzin ci sveglia alle 4 per poi ripetersi alle 5, alle 6 abbiamo appuntamento alla macchina per andare al Tesoro. Fabio resta a dormire, lui non ha sentito neanche il canto.
A quest’ora effettivamente non c’è quasi nessuno, velocemente mostriamo il pass e ci incamminiamo lungo il sentiero; scelta azzeccatissima, con pochissime persone e qualche cammello è tutto più bello. Vorrei salire come fanno molti per fare foto dall’alto, ma da solo non mi è concesso, bisogna per forza dare qualche soldo alle “bande” di ragazzi appostati che hanno aperto qualche sentiero tagliando le reti. Non chiedono tanto, ma se vuoi salire devi per forza trattare, poi ti accompagnano in sentieri abbastanza puliti per poi lasciarti lì tutto il tempo che vuoi, perché logicamente vanno alla ricerca di altri turisti, il problema è al ritorno in cui si è soli e non sempre è facile ritrovare la via della discesa (la mente torna al turista caduto un paio di giorni fa).

https://www.360cities.net/image/petra-the-treasury-from-above

https://www.360cities.net/image/petra-the-sunrise-over-the-treasury

Con Petra abbiamo finito, si parte direzione Amman, ma prima colazione.
Si riparte, siamo in riserva, la strada è tanta ma dobbiamo percorrere una strada principale…. ecco, mai errore più grande! Non riusciamo ad aincontrare nessun distributore per almeno 60Km, arrivati alla Jordan Valley Hgw finalmente all’orizzonte c’è il primo, enorme, nuovissimo…talmente nuovo che le pompe sono ancora con la plastica intorno, siamo finiti, la macchina segna 0Km  da almeno  30 e Google dice che il prossimo è a 54!!!! Non potendo fare altrimenti continuiamo fino a raggiungere un posto di blocco al quale decido di fermarmi, i poliziotti mi dicono di proseguire, ma facendogli capire che ho un problema mi fanno parcheggiare e ci chiedono i documenti. Non parlano bene inglese, grazie al traduttore ci dicono che possono rimediarci la benzina al costo di 5 Jod una tanichetta, ma ci vorrà un pochino visto la distanza dal distributore… non possiamo far altro che accettare.Sono in 3, nel frattempo riusciamo a socializzare un po, nell’attesa ci offrono i dolcetti fatti dalla mamma di uno di loro, delle caramelle e cioccolatini, mezza anguria tagliata al momento e dell’acqua. Diventiamo amici su FB e finalmente ecco che arriva la benzina con una camionetta…. invece no, sono altri poliziotti che incuriositi sono venuti a conoscerci, ok la figuraccia per essere rimasti a piedi…ma così sembra troppo :) . Arriva finalmente la benzina, ci mostrano lo scontrino per mostrare esattamente i 5 Jod, ce la versano nel serbatoio e poi ci salutano. Voto alla polizia Giordana 10!
Si riparte, prossima fermata Wadi Mujib.
La Riserva Biosfera di Mujib è la riserva naturale più bassa del mondo, con una spettacolare varietà di paesaggi vicino alla costa orientale del Mar Morto. La Riserva si trova all’interno della profonda gola di Wadi Mujib, che entra nel Mar Morto a 410 metri sotto il livello del mare. La riserva si estende fino a Karak e ai monti Madaba a nord e a sud, raggiungendo in alcuni punti i 900 metri sul livello del mare. Questo dislivello di 1.300 metri, combinato con l’acqua che scorre tutto l’anno da sette affluenti, fa sì che il Wadi Mujib goda di una magnifica biodiversità, ancora oggi studiata e documentata. Sono state registrate oltre 300 specie di piante, 10 specie di carnivori e numerose specie di uccelli permanenti e migratori. Alcune delle zone montane e vallive remote sono difficili da raggiungere, offrendo così rifugi sicuri per rare specie di gatti, capre e altri animali di montagna. Le falesie di pietra arenaria di Mujib sono l’habitat ideale per una delle più belle capre di montagna del mondo, lo stambecco cornuto. I percorsi sono 4, di cui solo uno si può fare in libertà senza guida, gli altri solo accompagnati. Noi facciamo il Siq Trail quello libero (gli altri sono Sentiero del canyon, Sentiero di Malaqi, Sentiero degli stambecchi).
Il percorso inizia al Mujib Adventure Center dove si prende la passerella a sbalzo e si segue il corso del fiume tra le imponenti scogliere di arenaria fino alla base di una grande cascata. A seconda delle precipitazioni stagionali, la gola può contenere piscine sufficientemente profonde per nuotare. Occorre essere leggermente allenati e saper nuotare più che altro perché è facile perdere qualche presa e finire nell’acqua che può essere alta senza farsi prendere dal panico. Il percorso è divertente, è possibile tornare indietro in ogni momento, un pò affollato e quindi bisogna spesso lasciare strada a chi salo (o scende).

https://www.360cities.net/image/wadi-mujib-siq-trail

https://www.360cities.net/image/wadi-mujib-the-siq-trail-2-jordan

Ci vogliono almeno un paio d’ore tra ingresso, cambio, percorso, cambio e uscita (minimo, poi ovviamente dipende da quanto percorso si vuole completare).
Verso le 5 siamo nei pressi di Amman e per la prima volta siamo alla vista di una città vera, grande, con superstrade, traffico fitto e ordinato, palazzi moderni.
Abbiamo un hotel vicino al centro il New Marryland Hotel molto pulito e carino. Necessitiamo di una doccia perché dal canyoning siamo usciti in condizioni pessime. Verso sera siamo pronti per uscire e dare il primo sguardo alla città.
Il centro è pieno di gente, locali, ristoranti, negozi di souvenir e soprattutto di spezie.

Mangiamo in un locale quasi da street food, ci perdiamo in un negozio di spezie dove assaggiamo di tutto e compriamo ancora di più, poi ci dirigiamo verso Rainbow Street per poi ritornare sfiniti al nostro hotel. La città è molto tranquilla, anche se assistiamo ad un atto vandalico in diretta; in una via limitrofa al centro una macchina si ferma accanto ad auto parcheggiate, spacca i finestrina ad una auto in sosta e poi riparte… bha. Domani tour della parte storica di Amman per ora andiamo a dormire.

https://www.360cities.net/image/amman-rainbow-street


26 Aprile

Ottima colazione, personale gentilissimo (abbiamo notato che in molti in cambio di una recensione positiva fanno regalini o lasciano omaggi, oggi alcune maschere per il viso con i fanghi del mar Morto). Usciamo a visitare la Capitale.
Per cominciare andiamo alla vecchia città. La cittadella domina Amman dall’alto, non èsemplice trovare l’ingresso, noi alla fine siamo entrati da un ingresso improvvisato scavalcando un muretto.
L’area da visitare è grande ma i punti di interesse principale sono il Tempio di Ercole e il Palazzo degli Omayyadi.
Il Tempio fu costruito all’epoca di Marco Aurelio (160-180) e si pensa sia dedicato ad Ercole per il ritrovamento in questa zona di frammenti di una statua colossale in quest’area. Per essere precisi, qui è stata ritrovata un frammento di una mano che doveva appartenere ad una statua alta circa 13 metri. Si pensa che sia di Ercole perché in questo periodo l’eroe era ritratto anche sulle monete dell’antica Filadelfia, l’attuale Amman. Anticamente era circondato da un temenos, un recinto circondato da portici ed era posizionato su un grande podio visibile da tutta la città bassa.
Il Palazzo degli Omayyadi fu costruito intorno al 720 d.C. ed era la residenza del governatore di Amman. In realtà non si tratta di un solo palazzo, ma di un vero e proprio complesso che comprendeva edifici residenziali e rappresentativi. Purtroppo dopo pochi anni dalla sua costruzione, nel 749 d.C. un terremoto distrusse la maggior parte degli edifici e non furono mai più ricostruiti completamente.
Quello che oggi viene chiamato Palazzo in realtà era una sala delle udienze costruita su un’antica chiesa bizantina, per questo ha questa pianta a forma di croce greca. La cupola di legno che vedi oggi è una ricostruzione realizzata da un team di archeologi spagnoli.

Si capisce perché Amman è detta la città bianca.

https://www.360cities.net/image/amman-temple-of-hercules

Scendendo andiamo al teatro romano che domina invece il centro della città. Il Teatro romano fu costruito tra il 138 e il 161 d.C. dall’imperatore romano Antonino Pio. Situato sul retro dell’antico Foro, di cui oggi rimane parte del colonnato, si addossa sul fianco di una collina. Il teatro si sviluppa su tre distinti settori. Il più basso era destinato ai notabili cittadini, quello mediano ai militari mentre quello più alto al popolo. Nella nicchia in alto era presente una statua della dea Atena oggi custodita nel Museo archeologico Nazionale di Amman.
Annesso al Teatro romano di Amman c’è il Museo del Folklore che oltre ad ospitare indumenti e oggetti di cultura tradizionale. In una saletta annessa è presente anche una piccola collezione di mosaici rinvenuti nei dintorni. Si entra con il Jordan Pass.

Infine ultima sosta prima della partenza verso Madaba: la Moschea Blu.
L’unica moschea che è possibile visitare anche da non musulmani.
Ultimata nel 1989 e dedicata al nonno del defunto re Hussein, questa inconfondibile moschea dalla cupola azzurra può ospitare fino a 7000 fedeli all’interno e altri 3000 nel cortile. Inoltre possiede una piccola sala di preghiera riservata alle donne (può contenerne fino a 500) e un’area ristretta destinata alla famiglia reale.
L’immensa sala della preghiera, a pianta ottagonale, è sormontata da una splendida cupola azzurra che misura 35 m di diametro. Le iscrizioni citano versetti del Corano. Si dice che il colore azzurro all’interno della cupola rappresenti il cielo, mentre le linee dorate che scendono fino alla base dovrebbero simboleggiare i raggi di luce che illuminano i 99 nomi di Allah.

Ci dirigiamo verso l’aeroporto, ma prima di raggiungerlo ultima sosta da dove siamo partiti, per mangiare nuovamente i felafel più buoni di tutta la vacanza per poi andare a visitare Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio.
Questa bellissima chiesa è uno dei principali luoghi di culto e meta di pellegrinaggio di tutta la Giordania, arricchito da interni sontuosi, eleganti colonnati e vari mosaici. Tra questi, il sito ospita il più celebre mosaico bizantino di Madaba, “La mappa di Terrasanta”. La costruzione della chiesa di fatto è stata motivo della sua scoperta, avvenuta a fine ‘800. Il mosaico raffigura l’itinerario in direzione di Gerusalemme ai tempi delle crociate, un percorso che attraversava più di centocinquanta località. La qualità dell’opera è valorizzata da 157 didascalie in greco segnalanti i principali siti biblici dall’Egitto alla Palestina. Purtroppo ai nostri giorni è giunto solo un terzo dell’opera originaria, lunga fino a più di venti metri e formata da circa due milioni di tessere.

Abbiamo ancora il tempo per un’ultima visita: la Chiesa della Decapitazione di Giovanni Battista.
Questa chiesa cattolica del primo Novecento è stata recentemente trasformata in un’affascinante meta per visitatori e pellegrini grazie al restauro degli antichi siti sui quali sorge. La facciata della chiesa fu costruita utilizzando pietre antiche e il cortile è costellato di colonne romane con capitelli corinzi.
La cappella, risalente al XIX secolo, ospita oggi il centro visitatori e il gift shop, e presenta un’interessante mostra di fotografie scattate fra il 1902 e il 1911. La vera attrattiva del complesso è però il Museo dell’Acropoli, allestito nell’antica cripta a volta: qui si trova un pozzo, tuttora funzionante, che risale all’epoca dei moabiti (3000 anni fa).
Bellissima la visita in cima al campanile. Nell’ultimo tratto si devono salire ripide scale di metallo con corrimano e bisogna destreggiarsi tra le campane e le funi, ma ne vale decisamente la pena, dato che da lassù si può ammirare il panorama più bello di Madaba.
Nel centro visitatori potrete trovare servizi igienici pulitissimi.

https://www.360cities.net/image/church-of-the-beheading-of-john-the-baptist

https://www.360cities.net/image/madaba-al-yarmouk-street

Il nostro viaggio termina qui, il volo di ritorno ci aspetta.

La Giordania è una terra arida, secca, spesso inospitale, non è uno di quei posti in cui ti poni la domanda: ci vivresti? mai e poi mai…. le stesse bellezze da visitare sono un lago Morto salatissimo, un deserto, una città antica inabitata, discorso a parte per la capitale; però quelle cose da visitare sono stupende, meravigliose, tra le quali appunto una delle 7 meraviglie del Mondo, perciò in Giordania prima o poi tutti dovrebbero andare, perchè la gente è amichevole, ospitale, tranquilla, forse 6 giorni non sono abbastanza, magari un paio in più includendo Jerash e Aquaba.

Un grazie anche ai nostri amici con i quali abbiamo diviso bellissimi momenti.

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