Per l’estate ho pianificato tutto per tempo, sono riuscito ad organizzare in autonomia tutte le ferie di agosto tramite guide Lonely Planet e internet, ho trovato voli internazionali, voli interni, agenzie, contatti e hotel, sulla carta è tutto pronto.


30 Luglio

Sono le 18 e 30 di una calda domenica estiva,  si parte direzione Fiumicino, destinazione Mauritius. Volo Emirates che dopo un veloce scalo a Dubai atterrerà il 31 alle 17 all’aeroporto Internazionale Sir Seewoosagur Ramgoolam di Port Luis. Viaggio confortevole su un enorme A380, come al solito mi vedo film per tutto il tragitto.


31 Luglio

Atterraggio in perfetto orario, nonostante bagagli e visti in pochissimo tempo siamo fuori, abbiamo affittato una macchina in una agenzia locale la Pingouin Car Rental proprio all’aeroporto. L’agenzia è seria ed ha un parco macchine nuovo e ben tenuto, piccola sorpresa… la guida a destra, già provata anni fa in Sud Africa, non ho un bellissimo ricordo, soprattutto nelle fasi iniziali.


Qui già è notte, alle 18 il sole è ormai tramontato, ha per fortuna smesso di piovere. Veloce check e si parte, dobbiamo arrivare dalla parte opposta dell’isola a Flic en Flac.
Le strade sono in splendido stato, nel giro di un’ora con la mia guida prudente siamo arrivati all’hotel. Nonostante la stanchezza, ci diamo una bella lavata e siamo fuori per goderci la cena, la fame è maggiore del sonno.
Cenetta tipica nei locali lungomare, da segnalare gli ottimi calamari allo zenzero e curcuma. Si va dormire, domani andiamo ad esplorare questa isola. Good night.


1 agosto

Si parte dal parco più famoso dell’isola: Chamarel. All’interno è possibile trovare percorsi, cascate, punti panoramici, recinti con animali protetti come le tartarughe giganti. All’interno del parco ci si può spostare benissimo con l’auto, le strade sono in ottimo stato e per ogni attrazione ci sono parcheggi a disposizione. Punto di partenza la famosa terra dai sette colori. “La terra dei sette colori”, è formata da una stratificazione di dune sabbiose e roccia dalle tonalità del rosso, marrone, viola, verde, blu, porpora e giallo. Si tratta di un affascinante fenomeno geologico di origine vulcanica generato dal brusco raffreddamento della lava avvenuto a diverse temperature in diversi periodi di tempo. Circondata da alberi, un recinto di tartarughe e due punti panoramici, uno dei quali ha anche un ristoro. Sosta con caffè per ammirare questo spettacolo unico.

https://www.360cities.net/image/chamarel-the-seven-coloured-earths

Si prosegue, prossima sosta le cascate di Chamarel, un bellissimo viewpoint sul delle cascate altissime, piccola passeggiata dal parcheggio e siamo già arrivati.

Sosta veloce e via si prosegue verso l’ebony forest. Stavolta giunti al parcheggio cominciano una serie di percorsi, tutti puliti da percorrere a piedi. Noi scegliamo quello verso il Sublime Point. Purtroppo le indicazioni sono molto vaghe, durante il percorso ci sarebbero altre cose da vedere ma è indicata solamente la direzione e non la distanza, quindi ci troviamo a proseguire per paura di perdere solamente del tempo; in effetti per Sublime Point c’è da camminare.
Arrivati in cima attraverso la foresta, tra uccelli, pappagalli e tantissimi gechi, lo spettacolo ripaga dello sforzo, inoltre c’è anche un ristoro dove poter mangiare cose calde, stuzzichini, gelati e bibite.

 

https://www.360cities.net/image/ebony-forest-reserve-chamarel-sublime-sundowner

Relax per goderci il panorama e si ritorna. A queste latitudini fa notte abbastanza presto, è il periodo invernale, nel rientrare ci troviamo imbottigliati nel traffico. Sembra strano ma il traffico sull’isola è impressionante, soprattutto all’orario in cui chiudono le attività, per tornare verso l’hotel impieghiamo tantissimo tempo, semafori, incroci, code lunghissime. Ci spiegano poi il traffico e la quantità di auto in costante crescita sono un problema per l’isola, sembra il rientro della domenica dal mare a ferragosto. Per concludere comincia anche a piovere. Fortunatamente dura poco e abbiamo la possibilità di goderci un pò di mare.
Il mare è meraviglioso, le nuvole rimanenti regalano un cielo da cartolina con il sole tramontante. Nell’acqua tantissimi animali, stelle marine, ricci, granchi colorati bellissimi, coralli ovunque… un paradiso, anche se non è proprio caldissima.

https://www.360cities.net/image/flic-en-flac-beach-at-sunset

Aperitivo sulla spiaggia, poi ci cambiamo e si esce per cena.


2 agosto

Ha piovuto per tutta la notte e l’arietta mattutina è decisamente fresca.
Oggi abbiamo prenotato un tour all’Ile aux Aigrettes, probabilmente non ci sarebbe stato neanche bisogno, basta andare al Pointe Jerome, il punto di partenza delle barche verso l’isola, parcheggiare l’auto, attraversare la strada ed entrare nella casetta del guardaparco, lì prenotare e scegliere l’orario preferito.
Nella gita è inclusa anche la guida, perché essendo area protetta in realtà non si può andare da soli. La barca arriva in neanche 10 minuti, attracco su un piccolo molo e si parte per l’escursione. Sull’isola vi sono tartarughe giganti libere, purtroppo tantissime zanzare, ovviamente tante piante, c’è anche una serra dove vengono coltivate e riprodotte tante varietà di piante tropicali, proprio mentre siamo nella serra un acquazzone ci blocca per oltre mezz’ora. Si continua lungo il sentiero del dodo per poi tornare alla barca. Gita carina che per il costo basso ed il tempo vale pena.

https://www.360cities.net/image/ile-aux-aigrettes-dodo-path

Tornati alla macchina ci mettiamo in marcia verso Le Morne, in realtà mi sarebbe piaciuto molto arrivare in cima alla passeggiata, ma avendo piovuto è veramente sconsigliato il trekking. Pausa pranzo in un posticino lungo la costa.
La strada costiera è rilassante, si alternano paesini a spiagge e foreste, tutto molto curato e pulito, poi ad un tratto senza avvertimento la strada è chiusa, stanno facendo dei lavori, con una gru hanno messo delle rocce enormi al centro della carreggiata; strada chiusa non si capisce quando sarà riaperta, trovo una strada alternativa lunghissima che purtroppo ci fa perdere tanto tempo. Arriviamo alla spiaggia de Le Morne prima del tramonto.

https://www.360cities.net/image/le-morne-beach

Ci sono onde altissime in lontananza, questo è veramente il paradiso per surfisti e per chi pratica kite.
Rientriamo verso Flic en Flac con il solito traffico.
Cena in un carinissimo ristorante tipico locale, Pakbo Restaurant, tutto speciale.
Domani è il nostro ultimo giorno in questa isola, doveva essere solamente una tappa veloce, invece ci ha emozionato, sicuramente merita molto più di 3 giorni.


3 agosto

Abbiamo il volo per il Madagascar nel pomeriggio, abbiamo a disposizione tutta la mattina, quindi ne approfittiamo per girovagare ancora. Decidiamo di visitare una fabbrica di biscotti in manioca, Manioc Biscuit factory H. Rault Co Ltd, vicino a Mahebourg. Piove ancora, tutta la notte e anche durante il tragitto, arriviamo a destinazione dopo oltre un’ora e mezza.
Fortunatamente come spesso è accaduto il tempo migliora e possiamo visitare questa attività (chiamarla fabbrica, industria ecc. sarebbe eccessivo) con calma.
Tutto gira intorno alla manioca, anzi alla radice di questa pianta, che viene raccolta dalla loro piantagione, pulita, ridotta in poltiglia e poi essiccata, viene poi aromatizzata e fatta cuocere su un enorme forno alimentato naturalmente. La produzione giornaliera è di circa 20.000 biscotti. Dopo la visita ci sediamo all’esterno dove tra caffè e tè possiamo assaggiare tutti i tipi di biscotti prodotti.

Il nostro breve viaggio a Mauritius termina qua, sicuramente insufficiente per poter dire di aver visto l’isola, abbiamo visto alcune delle cose principali, però ritengo che agosto non sia proprio il periodo ideale, la pioggia è sempre dietro l’angolo, l’acqua non è calda, il bagno si fa, ma non come uno si immagina quando pensa a questo paradiso, sinceramente non lo consiglierei come periodo per visitare l’isola.

Nel pomeriggio si vola verso Antananarivo con Air Mauritius, volo breve e confortevole. Arriviamo nel pomeriggio-sera, recuperiamo un’ora di fuso. Abbiamo un driver di un’agenzia locale trovata su internet, Espace Mada, con la quale ci troveremo benissimo (piccolo spoiler), oggi ci accompagna solamente all’hotel dove ceniamo e ci riposiamo, da domani si comincia. Good Night.


4 agosto

Si parte da Antananarivo dopo un piccolo check con il nostro autista, Elysè, oggi ci spetta una bella giornata di auto. Attraversiamo la capitale che come tutte le città africane ha un traffico esagerato, i campi di riso sono in tutti gli spazi verdi anche in quelli adiacenti alla strada, oggi non vediamo la città ma attraverso Antsirabe prima e Ambositra poi dobbiamo arrivare a Ranomafana, sono oltre 400Km il che in Madagascar (purtroppo non lo sapevamo prima) equivale ad una distanza mostruosa!
Prima sosta il villaggio di Ambatolampy dove visitiamo la fabbrica di pentole. Quasi tutte le “marmitte” del Madagascar sono fabbricate a mano in questo paese da artigiani che lavorano in una condizione impensabile per i nostri standard. Sono comunque tutti molto cordiali e non negano il consenso a farsi scattare qualche fotografia.

Si parte per Antsirabe dove ci fermiamo a pranzo.

La strada è molto lunga ancora e pur essendo una Route National è devastata, ci sono buche ovunque è impossibile avere un’andatura normale e regolare, si alternano frenate ad accelerazioni in continuo, ma soprattutto bisognerebbe arrivare prima di notte perché le strade al buio non sono proprio sicure. Ovviamente facendo buio alle 18 è impensabile arrivare con ancora la luce; morale della favola, viaggio interminabile, sono seduto dietro e per la prima volta siamo costretti a fermarci perchè mi sento poco bene, arriviamo alle 10 quando ormai anche all’hotel la cucina è chiusa…meglio così ho lo stomaco sotto sopra.


5 agosto

Colazione alle 7 e si riparte subito, oggi abbiamo diverse cose da visitare, ma l’attrazione principale è sicuramente il Parco Nazionale di Ranomafana.
Il Parco nazionale di Ranomafana, inaugurato il 31 maggio 1991, è situato nel Madagascar centrale, a 60 km da Fianarantsoa. Dal 2007 fa parte del complesso delle foreste pluviali di Atsinanana, un patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Al suo interno vivono ben 12 specie di lemuri, alcuni con abitudini diurne come l’apalemure dorato, l’apalemure grigio, il prolemure dal naso largo, il sifaka di Milne Edwards, il lemure dal ventre rosso e l’Eulemur rufus, ed altri notturni come il microcebo rosso, l’aye-aye, il lepilemure dal collo chiaro, il chirogaleo bruno e l’Avahi peyrierasi.(preso da Wikipedia)
Ci addentriamo in questo parco e da subito incontriamo le prime specie di animali. Un piccolo camaleonte, ma soprattutto il lemure dorato, bellissimo libero nel suo habitat naturale. All’interno della foresta è molto umido, però si cammina bene nel sentiero. Abbiamo una guida molto esperta, infatti ci rassicura che qualche bellissimo incontro non mancherà… detto, fatto:

L’interno del parco è pieno di sentieri, fortunatamente non piove ed è un caso, essendo il parco in una zona montuosa dove la pioggia è molto frequente. Tra lemuri e animali stranissimi trascorre tutta la mattina, il posto è incantevole.

https://www.360cities.net/image/rainforest-in-ranomafana-national-park

Il viaggio prosegue verso Fianarantsoa. La fondazione di Fianarantsoa, del 1830, viene attribuita alla regina dei Merina Ranavalona. Nelle intenzioni di Ranavalona, Fianarantsoa sarebbe stata una “seconda capitale” (dopo Antananarivo) e un avamposto militare a protezione della parte meridionale degli altopiani centrali. In effetti, l’urbanistica della città è evidentemente ispirata a quella di Antananarivo.
Con l’arrivo dei missionari europei, Fianarantsoa divenne un importante centro di diffusione della regione cattolica, contrapposto ad Antananarivo, principalmente controllata da chiese protestanti. Gran parte della struttura moderna della città si è sviluppata negli anni venti, ancora ricalcando la struttura di Antananarivo, con una suddivisione in città alta (con la cattedrale di Ambozontany e gli edifici storici), una città media (sede di uffici e banche) e una città bassa (polo commerciale e sede della stazione ferroviaria). La città è sede di un aeroporto civile. La Route nationale 7 la collega con Ambositra a nord e Ambalavao a sud. La città alta è molto caratteristica, è uno dei siti più in pericolo del Mondo da come riporta una colonna all’ingresso della via principale.
Appena scendiamo dalla macchina si avvicinano persone che si offrono di accompagnarci, Elysè gentilmente dice che non abbiamo bisogno e si propone come guida, lui ama il suo paese e conosce tutto, lasciamo le cose in auto dicendo che non c’è da preoccuparsi e ci immergiamo nelle vie della città.

https://www.360cities.net/image/fianarantsoa-old-town-rue-de-rova

La foto del lemure non è un errore, qui c’è un signore che al posto dei gatti aveva 3 lemuri, ora purtroppo ne ha uno, è un lemure molto docile, non ci fidiamo a toccarlo nonostante l’aspetto tenerone, dato che i dentini sembrano belli affilati.
Proseguiamo verso l’hotel, oggi dormiamo a Ambalavao.
Ad Ambalavao si trova una cartiera che produce la celebre carta antaimoro; introdotta in Madagascar dal popolo Antemoro e un tempo usata come pergamena per la scrittura dei testi sacri malgasci, oggi questa carta viene decorata con fiori e foglie essiccati e utilizzata soprattutto per la realizzazione di souvenir.

Vi è inoltre una piccola bottega di tessuti ottenuti da un baco molto caratteristica dove lavorano tutte donne e producono sciarpe, maglie, lenzuola ed indumenti vari.

Per oggi può bastare, andiamo in hotel e ci offrono un bel massaggio (1 ora neanche 10€) … relax.


6 agosto

Sveglia ancora una volta presto, abbiamo tante cose da fare anche oggi. La mattina fa fresco, è inverno in queste regioni, però essendo la stagione secca non piove ed è il periodo ideale, certo nell’entroterra la mattina sono 12° non è proprio la temperatura sperata, poi nel pomeriggio si sta bene e fa caldo.
Oggi andiamo a visitare la riserva d’Anja. La riserva di Anja è una piccola area protetta di una superficie di 30 ettari, gestita da un’associazione paesana a sud di Ambalavao. Se nella foresta poteva esserci l’imprevisto di non riuscire a vedere i lemuri o comunque non così da vicino, qui è praticamente impossibile non osservare da vicinissimo i lemuri catta, i celebri lemuri dalla coda ad anelli bianchi e neri. Qui, questi animali sono abituati alla presenza dell’uomo e non esitano a mettersi in posa davanti alla macchina fotografica. L’escursione nella riserva permette di esplorare i magnifici paesaggi della regione, il verde brillante delle risaie crea un contrasto stupefacente con il colore giallo dell’erba.

https://www.360cities.net/image/anja-reserve-landscape

Bellissima mattinata in mezzo alla gente della riserva, alla natura ed ai lemuri. Pranzo lungo la strada RN7 che porta all’Isalo National Park.
Oggi dormiamo alle porte del parco in un bellissimo ranch con tantissime piante, animali e anche una fresca piscina. Arriviamo nel pomeriggio, ma Elysè ci porta al tramonto a vedere un posto a sorpresa.
Il posto è una sorpresa per noi, ma ovviamente è un posto molto conosciuto da tutte le guide, perciò c’è tanta gente, per fortuna non appena il sole scompare dietro alle rocce in lontananza tutti se ne vanno e rimaniamo a contemplare le bellissime sfumature del cielo quasi da soli. Il posto è la “finestra dell’Isalo”, una roccia enorme con un buco al centro che sembra proprio una finestra sul tramonto.

Si rientra che già fa buio ed anche freschetto. Cena, relax con altri viaggiatori (ci sono italiani, tanti francesi, qualche spagnolo e altri europei). Domani giornata impegnativa.


7 agosto

Oggi finalmente ci addentriamo in una meraviglia del Madagascar, il parco dell’Isalo.
Il Parco nazionale dell’Isalo è un’area naturale protetta situata nella parte centro-meridionale del Madagascar. Presenta un paesaggio differente da qualsiasi altra regione dell’isola, con grandi formazioni rocciose modellate dal vento (il Massiccio dell’Isalo) immerse in una vegetazione molto simile a quella della savana continentale africana. Il parco si trova nella provincia di Fianarantsoa, al confine con quella di Toliara, nei pressi del villaggio di Ranohira, a circa 200 km da Toliara e circa 700 km dalla capitale Antananarivo.
Il parco include oltre 80.000 ettari del Massiccio dell’Isalo, un insieme di formazioni rocciose arenarie caratterizzate da canyon, gole e altre conformazioni spettacolari. I due principali canyon sono il canyon dei topi e il canyon delle scimmie (in effetti abitato da lemuri).

https://www.360cities.net/image/isalo-national-park

C’è da camminare, al paese ci aspetta una guida, si entra nel parco con l’auto e poi si parte a piedi. Sembra veramente un mondo a parte, formazioni rocciose enormi con colori incredibili, sembra il Wadi Rum con la vegetazione. Camminando per il parco ci imbattiamo anche in strane costruzioni primitive, come delle caverne murate, sono sepolture! Qui la tradizione vuole che dopo un paio di anni i corpi vengono disseppelliti e portati nei luoghi cari al defunto o dove si spera riesca a riposare in pace; nel territorio del parco infatti ricadono alcune sepolture della etnia Bara, che usano seppellire i loro morti in grotte naturali.
Proseguiamo la passeggiata arrivando a splendide piscine naturali dove è possibile fare il bagno, sempre sotto il sole, arriviamo al canyon dove c’è un campeggio, una zona attrezzata per il pranzo. Prima di pranzare però decidiamo di proseguire nel canyon attraverso la foresta con i lemuri bianchi, seguire il fiume per arrivare ad altre piscine naturali incastonate nella roccia. Avremo percorso oltre 10km. Ah abbiamo visto anche dei ragni enormi, ma sono stati buoni buoni per affari loro.

https://www.360cities.net/image/isalo-natural-pool-madagascar

https://www.360cities.net/image/isalo-canyon

Pranziamo nell’area sosta, qui i lemuri ormai sono talmente abituati agli umani che praticamente a volte è impossibile scacciarli dai tavoli dove rubano il cibo.

Nel pomeriggio si rientra, abbiamo un pò di tempo per goderci la natura ed il posto con una bella birra e snack. Decidiamo di fare due passi a piedi lungo la strada nazionale, facciamo alcune foto alla gente del posto sempre molto tranquilla. Elysè è rimasto al ranch a giocare a bocce con altre guide.

Sfiniti andiamo a cena e poi a dormire, domani si risale per poi andare verso ovest.


8 agosto

Si torna a Fianar, oggi giornata di auto principalmente, attraversiamo gli altopiani “le plateau de l’Horombe”.

Arrivati a Fianarantsoa visitiamo l’unica stazione dei treni del Madagascar ancora funzionante, in pratica parte due volte alla settimana un treno che arriva fino a Manakara, un treno lentissimo a rischio deragliamento costante dato che le linea non è curata, ma vista la velocità ridotta non è pericoloso, crea solamente disagi e tempi lunghissimi; poi visitiamo una piantagione di tè curata da una cooperativa che produce diversi tipi di tè. Per arrivare il percorso è molto carino, supera ponti sospesi senza protezioni, affianca la linea ferroviaria, ma soprattutto supera alcuni villaggi dove si può osservare la vita locale.


9 agosto

Abbiamo deciso di modificare il viaggio, facendo più strada oggi e domani in modo di arrivare nella serata del 10 a Morondava e goderci al meglio la parte ovest.

Oggi arriviamo quindi ad Antsirabe. La strada per quanto brutta strutturalmente ci permette, come da inizio vacanza, di godere del panorama, dei paesaggi, dei villaggi e della gente, ragazzini che ci corrono dietro per i “bombom” ,semplici caramelle. Abbiamo portato diverse buste di indumenti dismessi da regalare, abbiamo fatto scorta di bombom a Fianar e ad ogni tappa abbiamo regalato un sorriso ad alcuni tra bambini, mamme e bebè incontrate durante il viaggio. Qui basta anche regalare una bottiglia di acqua vuota per aver fatto un regalo utile.

Elysè è una guida perfetta, con il suo Francese, Inglese e pseudo italiano, ci racconta della sua famiglia, delle tradizioni, dei modi di queste persone. Abbiamo girato tanto, siamo stati in villaggi, tutti sono stati gentili.

Arriviamo ad Antsirabe la sera, facciamo un bel giro per la città. Antsirabe significa “là dove c’è molto sale” a causa della qualità dei suoi suoli e delle acque molto ricche in sali minerali. Situata a 1500 metri di altezza, è ugualmente una stazione termale reputata che si fonde nel bel mezzo di un paesaggio vulcanico impressionante. D’altronde è anche chiamata la “città d’acqua” dove potrete piacevolmente frequentare i suoi bagni dalle numerose virtù terapeutiche. Circondata da tre laghi (Tritriva, Andranomafana e Andraikiba), la città é ricca di storia e delle vestigia del passato. E si fa sentire la forte influenza coloniale attraverso l’architettura delle costruzioni della città. C’era anche la stazione ferroviaria, ma adesso è in disuso anche se tenuta molto bene. Qui vengono tantissimi degli abitanti di Antananarivo per le vacanze e per le terme.

https://www.360cities.net/image/antsirabe-our-lady-of-la-salette-church

Dormiamo in un ecolodge bellissimo con una cucina spettacolare, la migliore di tutto il viaggio in Madagascar: Eco Lodge Les Chambres Du Voyageur!


10 agosto

Oggi sveglia molto presto dobbiamo tagliare l’isola da est a ovest, viaggio molto lungo. Colazione e si parte.
Sono quasi 500Km, possiamo dividere la tappa in due fino a Miandrivazo e poi da Miandrivazo a Morondava.Per la prima parte occorrono molte ore, la strada è pessima, oltrepassiamo molti villaggi, il panorama non è bellissimo e gli occhi sono puntati continuamente sul fondo stradale al limite del praticabile. Quando arriviamo nei pressi di Miandrivazo Elysè ci dice che abbiamo superato uno dei tratti più pericoloso in assoluto del Madagascar, qui dopo il tramonto è sconsigliato passare, i bus fanno le carovane per evitare di essere aggrediti dai banditi. Noi abbiamo avuto paura quando una moto con due persone a bordo ci supera e poi si ferma per farsi risorpassare, poi per un breve tratto continua a seguirci per poi superarci e scomparire davanti a noi. In quella occasione ho visto Elysè controllare ripetutamente lo specchietto retrovisore. Arriviamo alle 14 a Miandrivazo, ci fermiamo per pranzo, il peggio è passato, davanti a noi si estende una strada come nuova, tra le più belle del Madagascar, anche il panorama cambia, attraversiamo ponti con sotto fiumi larghissimi anche se adesso sono molto bassi per via della stagione secca. I bambini fanno il bagno e appena vedono che ci fermiamo vengono verso di noi.

Proseguiamo verso Morondava, il paesaggio cambia ancora, si cominciano a vedere i baobab, c’è molto verde e tanta pianura.

Arriviamo quando il sole è ormai tramontato, visto che abbiamo anticipato di un giorno la traversata, domani proviamo ad arrivare a Belo Sur Mer, per oggi basta, arriviamo all’hotel molto carino, anche se dobbiamo condividere la stanza con alcuni gechi. Per cena granchio, ottimo!


11 agosto

Sveglia ancora una volta presto, non è affatto una vacanza rilassante!, proviamo ad andare a Belo, l’unico mezzo di trasporto per andare tornare in un giorno è la barca. Elysè ci ha trovato una barca che per 150€ ci accompagna andata e ritorno, ci mostra l’isola di fronte Belo dove ci possono essere le balene, facciamo il giro della città, pranzo a base di granchio ed aragosta ed infine ritorno…. questo in teoria…
Sono le 6,30 andiamo alla spiaggia dove ci attendono i pescatori che ci accompagnano. Non si vedono barche da pesca sulla spiaggia, eccetto alcune piroghe minuscole, in realtà una di quelle è proprio la nostra barca! un tronco scavato con due rami e un tronchetto di stabilizzazione ad un metro e mezzo di distanza, insomma la classica piroga; la prima cosa che pensiamo è: speriamo di non incontrare una balena!!

Ci sediamo su due legni duri e si parte, noi, Elysè e due pescatori. Il mare è mosso, non si riesce ad andare svelti, ad ogni onda ci arrivano schizzi di acqua fresca, dopo oltre due ore di navigazione (in teoria il tempo necessario per arrivare  a destinazione) non si riesce neanche a vedere l’isola, siamo infreddoliti e zuppi, il Madagascar è ostico anche via mare 🙁 , decidiamo di girare e non perdere altro tempo, purtroppo con questo mare tra andare e tornare non avremmo comunque visto nulla. Il ritorno almeno è molto più rapido visto che siamo a favore di corrente e le onde ci aiutano. Dato che abbiamo la barca decidiamo comunque di inoltrarci lungo le mangrovie di Morondava, e qui finalmente la natura ci mostra il suo lato amichevole e meraviglioso. La vita lungo il fiumo dei mercanti e pescatori, quella degli uccelli ,dei pesci e dei crostacei.

Visitiamo il villaggio dei pescatori di Betania, ci offrono un cocco fresco preso dalla palma, alcuni ragazzini ci circondano e lo mangiano con noi, ci mostrano i cantieri con le barche in costruzione, i pozzi dove prendono l’acqua, il tempo si è fermato qui.

Anche se per non siamo riusciti ad arrivare a Belò per pranzo ci offrono le aragoste con pesci e granchi bolliti, mangiamo sulla spiaggia e facciamo il bagno nel Canale del Mozambico.

Rientriamo a Morondava per una brevissima sistemata e nel tardo pomeriggio siamo già in partenza. Qui il sole tramonta dopo le 17,45, alle 18,30 è già abbastanza scuro il cielo. Prossima tappa l’Allees des Baobabs o il Viale dei Baobab, una strada contornata da enormi baobab simbolo della costa ovest se non addirittura del Madagascar, è pieno di turisti che vi si affollano al tramonto.

https://www.360cities.net/image/allee-des-baobabs-at-sunset-madagascar

Elysè ci fa assaggiare carne di capra cotta sulla griglia dalla popolazione locale, veramente ottima e quella che loro chiamano patata dolce (in realtà una radice) fritta e zuccherata… una cosa divina!
Si rientra che si è fatto buio, siamo sfiniti anche oggi, una giornata partita malissimo che si è trasformata in una sequenza di ricordi indelebili. Andiamo a cena e prima di riposare esco per fare foto al cielo, probabilmente il cielo tra i più belli che io abbia mai visto, dovuto probabilmente anche al fatto che in tutto il paese dopo le 10 di sera tolgono l’elettricità e quindi non si ha inquinamento luminoso. Quasi tutti gli hotel hanno il gruppo elettrogeno per garantire elettricità e mantenere i frigoriferi, mentre invece nelle case normali il frigo non è quasi mai presente.

Adesso posso andare a dormire. Camilla già da un pò!


12 agosto

Abbiamo deciso di vedere l’alba al viale dei Baobab, Elysè è sempre puntualissimo.

https://www.360cities.net/image/alles-des-baobabs-madagascar

Al viale quando albeggia non c’è praticamente nessuno, è sempre suggestivo, ma c’è un’attrazione che ancora non abbiamo visto: i Baobab Innamorati; in pratica sono due alberi che, secondo le leggende, sono cresciuti insieme, intrecciandosi rappresentando l’amore impossibile tra due giovani di due villaggi vicini, entrambi promessi sposi ad un altra persona. Chiesero così aiuto a Dio il quale li fece incarnare in questi due alberi intrecciati che rimarranno insieme tutta la vita.

https://www.360cities.net/image/baobab-amoureux

Oggi abbiamo una giornata molto libera, senza meta, la classica giornata che amo perché come sempre saranno le sorprese impreviste a riempirla. Così è andata infatti. Decidiamo di andare al mare, alla spiaggia più bella di Morondava (piccola nota il mare qui non è bello, per niente, non è il mare caraibico, non c’è barriera corallina, non c’è nulla di veramente eccezionale), più che altro per ammirare la vita dei pescatori e dei villaggi limitrofi.
La spiaggia è in fermento, i ragazzi più piccoli giocano, quelli più grandi danno una mano con le reti, le bimbe aiutano le mamme nel preparare il cibo ai turisti, perché anche se non c’è un mare bellissimo ci sono un sacco di persone che vengono qui a passare la giornata.

Mangiamo sulla spiaggia, tante donne del villaggio preparano il cibo su fornelli creati con legni e piccoli bracieri, friggono le patate dolci, pesce, gamberetti, impasti di prodotti locali, oltre a pesce alla brace. Con pochissimo mangiamo di tutto lasciando che anche alcuni ragazzini che si sono messi vicino a noi prendano qualcosa.

Dopo pranzo andiamo in una piccola riserva che è anche una specie di lodge per turisti, qui è possibile vedere lemuri ed altri animali, c’è anche un coccodrillo purtroppo confinato in una piccolissima gabbia. Esperienza carina, ma consigliata solamente a chi non è riuscito a vedere i lemuri in natura (in pratica quasi impossibile) altrimenti non ne vale la pena.

Torniamo a Morondava e andiamo a fare il bagno davanti l’hotel. Domani si riparte direzione Antananarivo (Tana) il viaggio vero finisce qui. Dopo cena andiamo a riguardare il cielo e poi a dormire. Abbiamo salutato Elysè con le lacrime agli occhi, è stata una guida eccellente e gentile, ci mancherà.


13 agosto

Colazione, arriva il nostro autista che ci accompagnerà all’aeroporto, è un tassista (forse) locale con una Peugeot 205 distrutta con l’interno tappezzato di pelliccia, è tutto un cicalio continuo. A metà strada rimaniamo a piedi, benzina finita. L’autista ci lascia in mezzo alla strada , prende la tanica sotto il sedile del passeggero e va a piedi dal distributore; in realtà non è una tanica, ma è proprio il serbatoio collegato al motore da un tubo di plastica interno. Dopo una decina di minuti torna e ripartiamo.  Abbiamo deciso di partire con anticipo perché ci hanno detto che la compagnia di bandiera potrebbe aver venduto biglietti in overbooking e vige la regola che chi arriva primo comincia a salire sull’aereo. In realtà all’arrivo non c’è alcun aereo, anzi come accade spesso ci comunicano che è molto in ritardo, per questo abbiamo deciso di tornare ad Antananarivo oltre un giorno prima del volo intercontinentale.
Arriviamo nel pomeriggio inoltrato, ormai è buoi (qui la luce del giorno dura sempre intorno alle 12 ore, dalle 6 alle 6) giriamo con una nuova guida attraverso tutta la città, dall’aeroporto alla zona alta dove si trova l’hotel, c’è un traffico incredibile. La città non ha una buona rete viaria, le case ed i palazzi si sono sviluppati intorno alla parte centrale e sembrano distribuiti a caso, giungiamo in hotel dopo una veloce visita della parte intermedia. Domani ci spetta il tour della città, adesso andiamo in hotel e poi a cena.


14 agosto

La visita della capitale comincia in pratica dal palazzo reale a scendere verso la zona più bassa, è una città coloniale dove il tempo a volte sembra essersi fermato e dopo l’uscita di scena dei francesi le cose sono andate via via morendo, come un po in tutto il Madagascar, la stazione ad esempio è morta nonostante sia ben tenuta e vigilata a tutte le ore. Traffico caotico, bancarelle su tutti i marciapiedi, parcheggiatori abusivi ovunque. Ci sono tante cose da visitare, dai palazzi reali alle numerose chiese.

https://www.360cities.net/image/antananarivo-our-lady-of-andohalo-cathedral

Nel pomeriggio si rientra, aeroporto e poi si rientra in Italia, ma prima di arrivare sosta a Dubai.

Il Madagascar termina qui, un viaggio bellissimo, indimenticabile, tra natura, cultura e un po di relax, ma anche un viaggio impegnativo, dove le distanze anche se brevi sembrano infinite, le strade disastrate, i bambini che abbiamo incontrato ci hanno rubato un pezzettino di cuore, le persone sono state sempre cordiali e non abbiamo mai avuto situazioni spiacevoli. La nostra guida Elysè veramente eccellente, alla fine è diventato un amico con il quale ogni tanto ancora scambio messaggi. Il tour operator Espace Mada sempre disponibile in qualsiasi occasione. Vi terremo sempre nei nostri ricordi più belli.

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