Ci siamo, manca un giorno, zaino ancora da fare, tante cose da mettere dentro o forse tante cose da lasciare… lo zaino come metafora fa sorridere però ci sta, intanto cominciamo a capire cosa dobbiamo metterci all’interno per avere qualcosa di certo, poi il resto lo aggiungeremo strada facendo.

Tra poco si parte…. have a nice trip!


Zaino pronto, 11Kg per 16 giorni, forse ho lasciato troppo!!! O forse no.

day 1

Ore 22,30 check-in Aeroflot: (a: operatore, b:io)

a: buona sera

b: buona sera

a: passaporto….. destinazione finale?

b: Tiblisi

a: e ndo sta?

b: Georgia

a: mmmm, serve il visto?

b: no

a: ah ok, ecco i biglietti!

b: arrivederci

Adesso si vola, partenza alle 00,05!

Posto lato finestrino.

Primo scalo Mosca nonostante il temporale volo tranquillo, adesso 2 ore e 30 minuti di attesa, facciamo colazione russa o quasi.

Arrivo puntale, a Tiblisi ore 11,45 locali.

Prima esperienza obbligatoria: prendere un bus!!! L’autista suona a tutto ciò che gli capita a vista da davanti fino alla visione periferica..brucia i semafori come il peggior smanettone ma soprattutto frena 10m prima della fermata qualsiasi sia la sua velocità, però nessuno dice nulla, normalità.

Arrivo al capolinea, chiedo info ad un ragazzo, questo mi accompagna per alcuni metri (già mi insospettisce) poi ferma un taxi, lo paga (lui!!!) parla con il tassista e mi fa salire…bye bye, arrivo a destinazione. Vatti a fidá de sti georgiani! 🙂

Oggi si dorme in una ex fabbrica adibita ad ostello il Fabrika Tiblisi posto stranissimo, dentro c’è tutto, concerti, ristoranti, relax, negozi.

Mangio..

Dopo pranzo finalmente giro per la città.

Prima impressione è che è veramente tranquilla, si gira con piacere, piena di ragazzi giovani. L’ arte e l’architettura moderna si sovrappongono alla storia, si hanno contrasti ma non stonature, si passa dai vicoli post-russi ai vicoli piú elaborati pieni di locali alla moda, tantissime enoteche e caffetterie, ma anche negozi di moda e antiquariato.

    

Ho fatto pure conoscenza di due anziani malati di selfie

Serata tranquilla, e luuuuuuuga ninna! Dopo quasi 40 ore non-stop

Day 2

Oggi giornata dedicata alla visita di monumenti e siti storici, soprattutto monasteri antichi situati fuori città.

Per muoversi il mezzo più utilizzato dai locali è la “marshrutka”, una specie di pulmino piú o meno moderno e piú o meno capiente che quando si riempie parte. Ovviamente anche qui vale la regola di non parlare all’autista, come si vede!!!

Il costo è ridicolo per salire serve un GEL , in pratica 0,25€, poi scendi quando sei arrivato!

La mia porta a Mtskheta, a nord di Tiblisi, dove sono il monastero  di  Svetitskhoveli, la chiesa di Samtavro e la chiesa di Jvari.

In particolare la chiesa di Jvari è ritenuta da molti il simbolo del paese, sorta tra il 580 e il 600, posizionata sopra alla collina che domina Mtskheta

 

Oggi avrò camminato per almeno una ventina di km, ho girato per tutta la città in pratica, fino a sopra la collina che la domina, dove arriva la funicolare, io ci sono arrivato a piedi, non per tirchieria ma per la salute ovviamente 😁!!

Comunque panorami stupendi e scorci incantevoli. Mi fanno un po’ ridere quelli che girano cercando ancora il fabbricato che testimonia il passato, quello mezzo diroccato, Tiblisi o Tbilisi che dir si voglia, è una città moderna, forse molto più delle nostre, chi ci viene non va a Mosul o a Kabul ma in un posto vivo e rinato.

Stasera piatti e vino georgiani, siamo all’estero e bisogna adeguarsi.

 

 

Per chi non lo sapesse il vino ha origine qui, in questi paesi Armenia e Georgia ha tradizione millenaria, ancora oggi si beve il vino maturato in anfora.

E chi si alza più!

Day 3

On the road again, destinaton…??

Destinazione Mar Nero, ovvero Batumi. Prendete un pizzico di Dubai, il chich di Las Vegas, un po’ di Praga e Vienna, una manciata di perestrojka e miscelate… voilà Batumi.

Ecco se ci sono mete che a me proprio non piacciono sono queste, troppo turismo, traffico, gente, locali commerciali… però già che c’ero un tuffo nel mar Nero e la visita alle statue di Ali e Nino non potevo evitarle, quindi eccomi qui.

Versione notturna

Stasera dormo in una guest house, la proprietaria, Nina, una signora di 70anni almeno, non parla una parola di inglese, ma in qualche modo riesco a capirla. Verso mezzanotte quando sto tornando, mi fermo vicino casa per prendere acqua e un caffettone stile Americano, poi rientro quando….ta-tan!! Nina sta rientrando da una cena dai vicini con mezza bottiglia di Vodka, vede il mio caffè e mi fa capire che si offende se non bevo con lei, faccio finta di non capire ma non esiste, da poco erano rientrate due russe (lo deduco perché sentivo rumori al piano superiore) così si mette a strillare in russo per farle scendere poiché parlano inglese, vabbè alla fine ,per farla breve, a forza di ciú-ciú , pezzetti di formaggio e prugne in un paio d’ore in 4 mezza boccia di vodka sparisce… abbiamo brindato a tutto, al mio viaggio, al loro, al trasferimento di domani, all’Armenia, manco a carnevale si trovano certe scuse per brindare… domani altro trasferimento… Io ricordo solo che una si chiama Tati o Tatiana vabbe Buona notte!!! Non pensate male…

Day 4

Partenza alle 9 con marshrutka direzione Kutaisi, aspetto che si riempie e partiamo, sono circa 160 Km. Per la strada si incontrano mucche libere, il modo di guidare è unico, c’è la strada a disposizione e basta che ci passiamo tutti quanti va bene.

Arrivo alla mia guest house verso mezzogiorno. Doccia e via.

Kutaisi è famosa per i suoi monasteri e per la natura, vi sono qui il monastero di Gelati, di Motsameta e la caverne di Prometeo.

Iniziamo con un giro della città che se a colpo d’occhio non sorprende, si rivela invece piacevole da scoprire con le sue vie e quartieri nascosti come il Green Market e i suoi murales

Con un taxi raggiungo il monastero di Gelati che purtroppo esternamente è in restauro, l’interno invece è bellissimo, un monastero millenario con affreschi enormi. Patrimonio culturale dell’UNESCO.

Il monastero di Motsameta invece piu sperduto, ci si arriva solo dopo una passeggiata, è in ottimo stato, con affreschi che sembrano appena fatti. La posizione è incantevole a picco sopra un dirupo.

In serata finisco la rassegna dei monasteri con quello che domina il centro della città dall’alto della collina, il monastero di Bagrati, anche esso millenario e patrimonio dell’UNESCO.

Cena tipica, passeggiata notturna e buona notte!!! Domani nella natura… Finalmente!

Day 5

Oggi si visitano i parchi.

Il primo è il Dadiani Forest Park, una foresta che termina su un ripido pendio altissimo l’Okatse Canyon (quando l’ho sentito nominare dalla padrona della guest house pensavo che mi dicesse che non valeva la pena, con il suo inglese delicato sembrava dicesse stocaz..canion) invece la sua passarella a strapiombo ancorata a 3m dalla parete di roccia è molto suggestiva.

Tra andata e ritorno ci saranno 500 scalini e oltre 6km di passeggiata, però la vista ripaga lo sforzo.

Seconda tappa il Martvili Canyon, stavolta è il fiume a fare la parte da protagonista, con le sue cascate e la roccia scavata. C’è anche la possibilità di fare un giretto in canoa (cosa che ho fatto) ma che non consiglio.

Anche qui passeggiata, ma troppo affollamento per i miei gusti.

Per l’occasione visto che in realtà tutti questi luoghi non sono vicinissimi ho preso un autista che mi accompagna nei trasferimenti, un signore di 65-70anni rocchettaro che per oltre 2 ore mi ha fatto sentire dai Pink Floyd ai Deep Purple, da Santana ai Led Zeppelin a tutto volume, guida come un matto evitando le mucche e i maiali liberi per la strada, però appena vede un dosso finto o la minima buca inchioda e va a 2, si vede che l’unica cosa a cui tengono sono gli ammortizzatori.

Ultimo stop le grotte di Prometeo o Prometheus Cave, scoperte recentemente sono percorribili a piedi e in certi periodi dell’ anno hanno un tratto navigabile (ovviamente questo non è periodo!). La leggenda vuole che il poretto di Prometeo fu incatenato qui dentro e poi messo sul monte più alto del Caucaso dove ogni giorno un aquila gli mangiavano il fegato. All’interno colpiscono molto per l’illuminazione utilizzata, anche se a volte un po’ troppo presente.

Torniamo a casa sulle note di Shine on your Crazy Diamond a tutto volume.

Cena georgiana, giro digestivo e domani si riparte. Good night!

Day 6

Si riparte per Tbilisi, giornata di relax.

La marshrukta delle 9 si riempie in fretta, così alle 8,50 siamo già partiti. Autista classico georgiano, se non mi fossi abbastanza abituato direi che in un viaggio di 280 Km si rischia la vita almeno 4-5 volte oltre a svariate sventolate di clacson a cui nessuno fa caso. L’autista in pratica è il comandante di tutto, se i finestrini devo essere aperti o no, se e dove si fanno le soste, nessuno ha potere decisionale, comunque mai visto un popolo cosi accondiscendente oppure a cui non frega nulla (questa sottile distinzione non l’ho ancora capita), ci si ferma? Bene, si riparte? Bene, finestrino aperto? Ok..

Tornato a Tbilisi, oggi giornata relax, in cerca di angoli non ancora battuti.

Alla fine posso tirare le mie conclusioni:

Iniziamo da ciò che non mi è piaciuto:

  • I georgiani alla guida, veramente indisciplinati, non esiste neanche attraversare sulle strisce, vige la legge del più forte, gli incidenti sono all’ordine del giorno.
  • Il randagismo: vanno bene le mucche, i maiali, ma anche cavalli e galline che alla fine sono folcloristici, ma ci sono cani ovunque, uno ha anche visitato con noi le grotte tanto per dire, veramente troppi
  • Il coriandolo: lo mettono dappertutto!!! Peggio del nostro prezzemolo. Io odio pure il carnevale 😂

Ciò che mi è piaciuto:

  • I georgiani non alla guida, veramente bella gente, sempre disponibili, gentili, mai avuto situazioni di pericolo o altro anche passeggiando da solo in vicoli sperduti la sera. In ogni guest house mi sono sentito a casa.
  • Il paese, veramente vario, da paesaggi antichi a città moderne. Peccato non essere stato sui monti, sarà motivo per tornare

Il mio viaggio in Georgia termina qui, domani si passa in Armenia.

Avevo pensato di scrivere tutto in una pagina ma sarebbe troppo lunga.

Metto il link qui sotto se qualcuno ha voglia di leggerlo. 😉

Armenia agosto/2018

 

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